Quanto consuma l'aria condizionata dell'auto

Tempo di lettura 4 minConducenti
Usare l’aria condizionata comporta un leggero calo di potenza dell’auto: ecco perché e quanto incide il climatizzatore sui consumi.
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L’aria condizionata dell’auto è un dispositivo utile e molto apprezzato, ma è necessario utilizzarla nel modo giusto, trattandosi di un sistema che incide sui consumi energetici della vettura. Non è raro, infatti, riscontrare un calo di potenza durante la marcia, con il successivo rallentamento del veicolo, segnale che l’utilizzo dell’aria condizionata sta compromettendo le prestazioni del motore.

Ecco alcuni consigli utili per usare il climatizzatore dell’auto in maniera ottimale.

Come funziona il climatizzatore dell’auto

Quasi tutte le macchine montano un sistema di aria condizionata, il quale permette di modificare la temperatura interna del veicolo, raffreddando e riscaldando l’ambiente a seconda della stagione e delle proprie esigenze. 

Si tratta di un meccanismo relativamente semplice, che utilizza un compressore azionato dal motore per mantenere freddo il gas liquido, diminuendo la temperatura dell’aria esterna introdotta nel circuito. Dopodiché l’aria viene condensata, filtrata e infine vaporizzata nell’abitacolo, ottenendo condizioni in linea con i valori impostati.

Dalla qualità del compressore, che comprime il gas refrigerante vaporizzato, dipende direttamente il dispendio energetico prodotto dal climatizzatore. Tramite un sistema a pistoni con cilindrata variabile, infatti, il dispositivo è in grado di prendere dal propulsore soltanto la potenza necessaria al funzionamento dell’impianto, in maniera del tutto proporzionale. 

A parità di utilizzo, quindi, un sistema più efficiente per l’aria condizionata dell’auto consuma benzina in modo minore, perciò è un aspetto da valutare sempre durante la scelta del veicolo da noleggiare o acquistare.

Aria condizionata auto: consumi indicativi

Quando il climatizzatore è in funzione il veicolo necessita di più energia, a causa del consumo dell’aria condizionata dell’auto. In media, il motore deve fornire una potenza aggiuntiva di 2-3 kW in più, necessaria ad azionare e mantenere attivo l’impianto. 

Ciò significa che il veicolo subisce un calo di potenza con l’aria condizionata accesa, tendendo a rallentare, perciò per lasciare invariata la velocità bisogna accelerare e aumentare di conseguenza i consumi complessivi.

Una perdita di qualche chilometro orario è del tutto normale, infatti si può riscontrare con qualsiasi apparecchio attivato durante la marcia, dallo stereo al caricatore del telefono, dai gruppi ottici ai dispositivi elettronici come il navigatore satellitare. 

Ovviamente la crescita dei consumi dipende da molti fattori, tra cui la potenza del motore, l’intensità di lavoro a cui è sottoposto il climatizzatore, le dimensioni dell’abitacolo, le temperature esterne e la presenza di più apparecchi accesi simultaneamente.

Per capire quanto consuma l’aria condizionata in auto è possibile fare una stima approssimativa, considerando una velocità di 100 Km/h e una potenza del propulsore di 50 kW. L’attivazione del climatizzatore provoca una maggiorazione di almeno 2-3 kW, dunque per evitare che l’auto rallenti è necessario accelerare, con un aumento dei consumi di circa il 10% e una spesa di circa 10€ in più ogni 100€ di carburante.

Come risparmiare quando si usa l’aria condizionata in macchina

Come abbiamo visto non è il climatizzatore a far consumare di più l’auto, poiché in realtà riduce la potenza del motore costringendo ad accelerare, perciò per mantenere le prestazioni bisogna far crescere l’energia erogata dal propulsore. Si tratta quindi di un impatto indiretto, perché in verità l’aria condizionata rallenta la macchina obbligando ad aumentare la velocità, quindi i consumi. 

Ciò significa che per non spendere di più basta diminuire l’andatura, rispetto a quella mantenuta con il climatizzatore spento. Tuttavia, è possibile seguire alcuni consigli utili per risparmiare quando si utilizza l’aria condizionata dell’auto, contenendo l’aggravio dei consumi. 

Ad esempio, non bisogna accendere il dispositivo per brevi tragitti inferiori ai 10 minuti, oppure attivare immediatamente il climatizzatore al massimo, poiché ciò richiede un elevato sforzo da parte del propulsore. Allo stesso modo è bene evitare una differenza termica eccessiva tra l’abitacolo e l’ambiente esterno.

Al contrario, invece, è necessario usare l’aria condizionata dell’auto con parsimonia, accenderla al minimo o su valori medi e ridurre la temperatura gradualmente, cercando di evitare di regolare la potenza al massimo. Una temperatura ideale è compresa tra i 20 e i 24 gradi, mentre è consigliabile non creare un gap termico con l’esterno superiore ai 6-7°C.

Infine, è fondamentale occuparsi regolarmente della manutenzione dell’impianto, ricaricando il gas refrigerante, pulendo i filtri e verificando l’integrità del sistema elettrico almeno ogni 2 anni, soprattutto prima del periodo estivo.

Consumo aria auto condizionata: meglio i finestrini abbassati o il climatizzatore?

Molti automobilisti si chiedono quale sia la soluzione migliore per contenere i consumi, se guidare con i finestrini leggermente abbassati oppure attivare il climatizzatore dell’auto. In realtà non esiste una risposta univoca, in quanto diversi studi hanno dimostrato che bisogna valutare ogni situazione, per stabilire quale sia la scelta che permette effettivamente di risparmiare sui consumi energetici della macchina.

Ad esempio, per capire quale soluzione adottare è necessario considerare fattori come l’umidità esterna, le condizioni del traffico, la velocità e la temperatura ambientale. In generale, alle basse velocità, fino a 50-60 Km/h, è consigliabile viaggiare con i finestrini aperti, evitando però di lasciare il braccio fuori dal finestrino poiché si crea un maggiore attrito con l’aria. Invece, sulle strade extraurbane e in autostrada, quando è possibile mantenere velocità elevate e costanti per lunghi tratti, è opportuno chiudere i vetri per migliorare l’aerodinamica e accendere l’aria condizionata dell’auto al minimo.

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Pubblicato il 9 aprile 2021

9 aprile 2021
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