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Auto elettriche, polemiche per gli incentivi

Tempo di lettura 3 minNews motori
Motus-E e Aniasa contestano gli aiuti alle auto green, ecco come
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Non si placano le polemiche sugli incentivi per le auto green: arrivati in ritardo, ignorando le flotte aziendali e con bonus già finiti. “Il Governo riveda gli incentivi destinati alle auto elettriche pure, includendo tra i beneficiari anche le flotte aziendali”. A chiederlo è Francesco Naso, Segretario Generale di Motus-E, associazione che rappresenta gli stakeholder della mobilità elettrica, precisando che la modifica darebbe nuovo slancio al mercato.

Le flotte aziendali non solo sarebbero un traino importante in questo momento, ma, soprattutto, rappresenterebbero uno strumento di vera diffusione dei mezzi completamente elettrici, portando sul mercato dell'usato, nel giro di 3-4 anni, veicoli a batteria che potranno essere acquistati anche da famiglie che non possono permettersi un mezzo nuovo

Francesco Naso, Segretario Generale di Motus-E

Ad oggi, in poco meno di un mese dall'introduzione dei nuovi fondi per l'Ecobonus - spiega il segretario Generale di Motus-E - sono stati spesi 23 milioni di euro per l'acquisto di vetture completamente elettriche. Non sono pochi, ma dobbiamo precisare che a frenare le immatricolazioni è anche la mancanza di disponibilità di vetture elettriche, piazzate dalle Case automobilistiche sui mercati i cui Governi avevano già previsto gli incentivi e dove la quota di mercato delle auto con la spina supera ormai il 20%. Parlo di Belgio, Regno Unito, Francia, Germania e Paesi Bassi. Anche in Spagna il mercato dell'auto elettrica corre: il Governo ha previsto lo stanziamento di altri 225 milioni di euro per l'acquisto di auto elettriche ed ibride, che si aggiungono ai 400 milioni di euro già stanziati e finiti

Francesco Naso, Segretario Generale di Motus-E

È necessario ridare nuovo slancio al mercato italiano. E a questo potrebbe contribuire anche l'approvazione, nel Dl Aiuti, di incentivi per l'installazione di colonnine per i privati. Vorrei ricordare, anche contro le diverse fake news che girano in questi giorni, che un maggior numero di auto elettriche su strada si tradurrebbe in costi inferiori delle vetture, a vantaggio di tutti. La transizione energetica è in atto, l'Italia non può e non deve farsi trovare impreparata

Francesco Naso, Segretario Generale di Motus-E

A Motus-E ha fatto subito eco l’ANIASA, l’Associazione che rappresenta in Confindustria il settore dei servizi di mobilità che ha addirittura presentato un esposto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato in relazione agli incentivi recentemente varati dal Governo per l’acquisto dei veicoli meno inquinanti. Al centro dell’esposto gli effetti “discriminatori” generati dalla normativa (DPCM del 6 aprile scorso) che esclude dalla platea dei beneficiari le aziende e, in particolare, il noleggio veicoli. Una cosa grave perché il noleggio oggi è il principale strumento in grado di accelerare il ricambio dei veicoli più inquinanti, grazie a una quota significativa di immatricolazioni di vetture ibride plug-in (47% del totale) ed elettriche (30%) e a un tasso di rotazione dei veicoli in flotta (in media 4 anni) ben più veloce di quello medio del nostro parco circolante (vita media del veicolo pari a 11,5 anni). 

Il secondo punto – spiegano all’Aniasa - che produce una distorsione nella concorrenza riguarda l’esclusione delle aziende dagli incentivi. Tale previsione ha l’effetto di dirigere l’offerta delle Case costruttrici verso la vendita di automobili a privati, riducendo significativamente, in un momento di scarsità di prodotto come quello attuale, la fornitura di veicoli alle flotte aziendali e alle società di noleggio. Il terzo passaggio dell’esposto si focalizza sul car sharing, formalmente incluso nella platea dei beneficiari, ma solo a condizione di un acquisto diretto delle auto da parte degli operatori. Una previsione destinata a rendere inefficace la misura rispetto all’obiettivo atteso di contribuire alla ripartenza dei servizi di condivisione: oggi, infatti, gli operatori di sharing acquisiscono la propria flotta tramite il noleggio, sia per evitare di immobilizzare ingenti capitali sia per acquisire un servizio di manutenzione della flotta, che solo le società di noleggio a lungo termine, con la loro capillare diffusione sul territorio, sono in grado di assicurare.

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Pubblicato il 5 luglio 2022
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5 luglio 2022
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