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“Ferrari Forever”: i 75 anni della marca si festeggiano così

Tempo di lettura 3 minNews motori
Al via una mostra per raccontare le attività svolte dal Dipartimento Ferrari Classiche
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A Maranello, si sa, sono bravi a festeggiare i compleanni. E per i 75 anni della marca hanno realizzato qualcosa di davvero speciale: visto che nel marzo del 1947 Enzo Ferrari mise in moto la 125 S, la prima vettura a portare il suo nome, ora a 75 anni esatti da quello storico giorno, Ferrari celebra questo importante anniversario al Museo Enzo Ferrari di Modena aprendo idealmente le porte di un luogo speciale, solitamente interdetto al pubblico: il Dipartimento Ferrari Classiche.

Il nome? Tutto in programma: “Ferrari Forever”, per una mostra che nasce proprio con l’intento di raccontare le attività svolte da questo Dipartimento. Grazie a un allestimento completamente rinnovato, l’esposizione racconta i servizi offerti come la Certificazione di Autenticità, riservata a tutte le Ferrari stradali con oltre 20 anni di vita, alle sportscar e a tutti i prototipi, un servizio unico e di grande importanza per il proprietario, che solo con Ferrari Classiche può ottenere un documento ufficiale attestante la piena autenticità della propria automobile.

La mostra accompagna il visitatore anche attraverso le affascinanti attività di manutenzione e restauro delle vetture, che Ferrari Classiche cura direttamente in officina ripristinandone l’autenticità, grazie anche all’accesso al reparto fonderia e alle macchine utensili che all’epoca avevano prodotto i pezzi originali e grazie al lavoro giornaliero di tecnici altamente specializzati, detentori della più profonda conoscenza dei segreti dei motori Ferrari e della specificità di ogni modello. Inoltre, particolare visibilità è stata data anche all’Archivio storico, dove sono gelosamente custodite le schede di montaggio di tutte le automobili prodotte a partire dal 1947 e grazie ai quali Ferrari è in grado di stabilire inequivocabilmente la conformità al progetto originario.

Applausi. Il racconto del lavoro svolto da Ferrari Classiche è poi accompagnato da 15 vetture tutte certificate e alcune anche restaurate proprio dal Dipartimento. Insomma, tutta la spettacolare storia di Ferrari racchiusa in questi capolavori che a loro volta racchiudono un’anima sportiva nelle vesti di affascinanti granturismo. Come la 250 GT Competizione Tour de France del ’56, uno splendido esercizio di Sergio Scaglietti, ogni volta assimilabile a un esemplare unico nel vero senso del termine: nell’atelier della Carrozzeria Scaglietti venivano realizzate le sportive più affascinanti e vittoriose della Marca da veri maestri battilastra che hanno contribuito a rendere famoso il nome Ferrari. Il palmares di questo modello è tra i più prestigiosi della storia automobilistica sportiva, avendo conquistato il maggior numero di vittorie nella Classe GT.

Altro esempio è la 250 GT Cabriolet del ’59, esemplare di rara bellezza, realizzato in piccola serie da Pinin Farina per i sofisticati clienti che amavano frequentare i luoghi più esclusivi della Cote d’Azur e della California, che prediligevano una Ferrari granturismo aperta, elegante, dalle linee equilibrate, accompagnate da un elevato comfort di guida. Protagonista nei concorsi di eleganza più esclusivi, ma anche sul grande schermo di numerosi film holliwoodiani di successo e nella vita quotidiana degli stessi attori protagonisti, oltre a svariati personaggi del Jet-set internazionale come Barbara Hutton.

Oltre alle vetture classiche esposte il visitatore avrà anche la possibilità di vedere pezzi unici come ad esempio il “mascherone” della Ferrari 500 Mondial del ’53, manufatto realizzato in perfetta analogia con il periodo da Afro Gibellini per la parte in acciaio e da Max in legno, per la Collezione ModenArt, testimone di gesti di artigianalità usate tra gli anni ’40 e gli anni ’60. In quel periodo, infatti, per realizzare le automobili, seguendo il disegno creato dallo stilista che teneva conto anche dei parametri aerodinamici e della disposizione della meccanica, i carrozzieri predisponevano un calibro di riferimento con le sezioni di carrozzeria che determinavano la forma finale del veicolo. Le lamiere utilizzate, nel caso di Ferrari prevalentemente di alluminio, venivano modellate a mano dagli artigiani con particolari utensili, sino ad assumere la forma voluta, e poi “cucite” insieme per il risultato finale.

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Pubblicato il 28 marzo 2022
28 marzo 2022
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