Auto elettriche, svolta di massa nel 2020-2021

10 ottobre 2019

Auto elettriche, la svolta è attesa per il 2020-2021

I dati incoraggianti sul mercato delle auto elettriche indicano sicuramente un segnale positivo, mostrando come il settore sia in forte crescita in Europa, negli Stati Uniti e in alcuni paesi dell’Asia. All’interno dell’area UE, in particolare, è previsto un boom nella vendita di macchine elettriche già a partire dal prossimo anno, con una svolta green dei veicoli ecologici per il biennio 2020-2021.

L’industria automobilistica si sta muovendo su diversi fronti, preoccupata soprattutto dalle possibili multe previste dalla Commissione Europea, che ha stabilito un limite per le emissioni medie di CO2 di 95 g/Km per l’intera flotta aziendale. Per evitare le sanzioni le imprese stanno investendo miliardi di euro, stringendo accordi e accelerando sulla mobilità elettrica.

Il boom elettrico è previsto a partire dal prossimo anno

Le aziende automobilistiche investiranno oltre 145 miliardi di euro nei prossimi anni, sviluppando nuove tecnologie per competere nel settore delle vetture ecologiche, soprattutto elettriche e ibride di ultima generazione. Un’operazione importante dettata da una serie di fattori, tra cui i nuovi limiti sulle emissioni inquinanti imposti dalla Commissione Europea, la tendenza da parte dei clienti a preferire questa soluzione di mobilità e la paura di rimanere indietro, in un comparto oramai sempre più strategico per il futuro.

L’obiettivo generale è la riduzione dei costi delle nuove auto elettriche, un risultato previsto non prima del 2025, data fino alla quale le imprese del settore non riusciranno a marginare utili. La sfida più complessa riguarda le batterie, il cui costo è ancora estremamente elevato, arrivando a incidere per il 30% del prezzo complessivo delle macchine a zero emissioni. Per questo motivo tutti i marchi stanno stringendo alleanze strategiche, per condividere investimenti e tecnologie, tagliare i costi e rendere l’intero processo più sostenibile.

Secondo uno studio realizzato da TE (Transport & Environment), ONG di Bruxelles che si occupa da anni di traporti puliti in Europa, tra il 2020 e il 2021 ci sarà un boom di auto elettriche nel vecchio continente. Nel dettaglio si dovrebbe passare da una quota di mercato dello 0,5%, secondo la media attuale, a un’incidenza del 5% nel prossimo anno e del 10% nel 2021. L’offerta passerà da 60 a 214 nuovi modelli entro la fine del 2021, con un bilanciamento nella proposta di vetture elettriche e ibride.

Il mercato delle auto elettriche in Italia e UE

La situazione attuale del mercato delle macchine elettriche è piuttosto positiva, come dimostra lo studio Smart Mobility Report effettuato dal gruppo di ricerca del Politecnico di Milano, dati confermati dai numeri forniti dall’UNRAE, l’Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri. In particolare, in diversi mesi del 2019, tra cui aprile, maggio e giugno, sono state superate le 1.000 unità di veicoli elettrici immatricolati, con una crescita del settore del 113% nei primi 8 mesi del 2019 (gen/ago) rispetto ai dati relativi allo stesso periodo del 2018.

Tra i modelli più apprezzati ci sono la Renault Zoe, la Tesla Model 3, la Smart ForTwo, la Nissan Leaf, la Volkswagen e-Golf e due Hyundai, Ioniq e Kona.
Fra i modelli più nuovi, alcuni appena lanciai sul mercato, ci sono la Volkswagen e-up!, modificata a livello tecnico per offrire ancora maggiore autonomia, l’Audi e-tron, potente e super silenziosa, il crossover coreano Kia e-Niro, la francese Peugeot e-208, la 100% elettrica e sportiva Opel Corsa-e. E ancora, la Mini Cooper SE, la prima Mini elettrica, e due SUV elettrici: la Mercedes EQC e la DS3 E-Tense

Stesso andamento hanno seguito le auto ibride, arrivando nel periodo gennaio-agosto 2019 a 71.265 unità contro le 56.713 dei primi 8 mesi del 2018, settore dominato dalla Toyota con i modelli ibridi Yaris, C-HR, RAV4 e Corolla. La spinta è sostenuta dagli incentivi regionali e dalle agevolazioni statali dell’Ecobonus, dalle restrizioni alla circolazione per i mezzi inquinanti e dalla diminuzione del prezzo d’acquisto.

Un supporto importante arriva anche dai servizi di noleggio a lungo termine, dove i veicoli ecologici ibridi ed elettrici sono sempre più richiesti, senza dimenticare la diffusione delle colonnine di ricarica, l’aumento dell’autonomia e l’evoluzione dell’offerta. Leader europeo si conferma invece la Norvegia, dove ormai le macchine elettriche rappresentano il 50% delle nuove immatricolazioni, seguita da Germania, Regno Unito e Francia, mentre a livello mondiale Cina e Stati Uniti guidano la svolta green.

Le sanzioni europee per il superamento dei vincoli sulle emissioni

Come abbiamo visto le aziende automobilistiche stanno investendo miliardi di euro, spingendo sulla progettazione e sulla produzione di nuovi veicoli elettrici, l’integrazione di tecnologie di ultima generazione e la nascita di accordi commerciali con le imprese specializzate nella mobilità elettrica. La paura più grande è quella di incappare nelle sanzioni europee sulle emissioni di CO2, multe miliardarie che entreranno in vigore dal 2020 per chi supererà il valore medio di 95 g/Km.

Basti pensare che il dato attuale in Europa è di 119,7 g/Km, calcolato sulla base delle vendite di auto del 2018, numero che ha toccato le 300 mila unità, un valore ben al di sopra del limite indicato dalla Commissione Europea. Secondo alcune stime effettuate dagli analisti, stando ai dati odierni l’ammenda complessiva per il settore auto europeo potrebbe arrivare a 34 miliardi di euro, una somma che andrebbe poi suddivisa tra le varie case automobilistiche.

La situazione attuale delle case automobilistiche in Europa

È evidente come la decisione dei limiti alle emissioni di CO2, presa in occasione degli Accordi di Parigi, preoccupi non poco le aziende del comparto, obiettivi giudicati spesso troppo severi. Inoltre, analizzando i valori delle flotte si evince come la maggior parte dei marchi abbia seguito il percorso inverso, aumentando di fatto negli ultimi anni il livello di emissioni. Rientrano in questo gruppo quasi tutte le case, tra cui Fiat, Audi, Jaguar, Volvo, Mercedes, BMW, Ford e Opel-Vauxhall.

Fanno eccezione alcuni marchi che invece sono riusciti a diminuire le emissioni totali dal 2017 a oggi, come ad esempio Aston Martin, Chevrolet, Nissan, Toyota, Seat, Volkswagen, Suzuki, Smart e Honda, sebbene a parte Aston Martin e Nissan la riduzione sia piuttosto contenuta, inferiore all’1%. In base alle previsioni soltanto 4 gruppi sembrano poter rientrare nei nuovi vincoli europei per il 2020, Jaguar-Land Rover-Tata Motors, Volvo-Geely, Toyota e Renault-Nissan-Mitsubishi.

In particolare, le aziende hanno studiato un sistema di alleanze strategiche con il quale ridurre velocemente le emissioni, evitando le sanzioni europee grazie alla creazione di gruppi d’interesse. I marchi tradizionali stanno stringendo alleanze con le imprese specializzate nelle tecnologie elettriche e ibride, per diminuire la quota complessiva delle emissioni offrendo in cambio investimenti e quote di mercato.

Infatti, negli ultimi anni l’inquinamento generato dai nuovi veicoli è aumentato, a causa soprattutto della crescita della vendita dei SUV. Inoltre, gli scandali legati alle auto a gasolio, come il Dieselgate, hanno portato al progressivo abbandono di questa tecnologia, mentre al contrario i propulsori diesel di ultima generazione sono ben più efficienti e puliti dei motori a benzina.

Probabilmente nei prossimi anni la partita si giocherà soprattutto con gli accordi, tuttavia nel medio e lungo periodo saranno fondamentali invece investimenti e tecnologie. L’elettrico rimane infatti l’unica soluzione possibile per la mobilità del futuro, come dimostrano i numeri sulle vendite di macchine ecologiche, sia per quanto riguarda le nuove immatricolazioni sia in riferimento al settore del noleggio a lungo termine di veicoli elettrici e ibridi.

Desideri informazioni su LeasePlan Italia? Clicca qui