Riduzione delle emissioni di CO2 delle auto: accordi europei

17 maggio 2018

Le nuove misure emanate dall'UE per ridurre l'inquinamento atmosferico alla guida

La diffusione delle auto ecologiche e gli sviluppi delle nuove tecnologie nell’ambito della mobilità sostenibile non sono degli avvenimenti isolati, ma il frutto di un disegno politico europeo preciso che riguarda la diminuzione dell’inquinamento ambientale. In particolare, la UE ha da poco rivisto gli obiettivi per i prossimi anni, che vedranno tutti i Paesi dell’Unione Europea maggiormente impegnati nella riduzione delle emissioni di Co2.

I target precedentemente stabiliti per il 2021 sono stati rivisti al ribasso, con un nuovo obiettivo che è quello di ridurre le emissioni inquinanti del 30% entro il 2030. Le misure inserite nel Pacchetto Mobilità Pulita riguarderanno tutti i settori, specialmente quello dei trasporti sia pubblici che privati. Questa proposta andrà a impattare profondamente le politiche aziendali delle imprese produttrici, che dovranno adeguarsi velocemente ai nuovi parametri indicati dalla UE.

ridurreinquinamentoauto

Pacchetto Mobilità Pulita: riduzione del 30% di emissioni di CO2 entro il 2030

L’8 novembre scorso l’Unione Europea ha emanato la sua proposta riguardo i nuovi obiettivi per la riduzione dell’inquinamento atmosferico. Si tratta di un pacchetto di misure volto a diminuire del 30% le emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera entro il 2030. Questo ambizioso progetto ha due scopi principali, da una parte migliorare la qualità dell’aria nei Paesi europei, dall’altra incentivare le imprese automobilistiche e terziste europee a recuperare il terreno perso nel settore delle auto elettriche e dei carburanti alternativi.

Sebbene per il momento il boom delle auto elettriche sia ad esclusivo appannaggio delle imprese cinesi, americane, giapponesi e coreane, tanto nella produzione di veicoli ibridi ed elettrici quanto in quella di componenti fondamentali come le batterie al litio, la UE è decisa a non perdere ulteriore terreno e a recuperare lo svantaggio accumulato. Come espresso dal responsabile per l’Energia dell’Unione Europea, Maros Sefcovic, l’Europa deve assolutamente colmare il gap e diventare una delle protagoniste nel cambiamento economico ecologico dei trasporti.

All’interno del Pacchetto Mobilità Pulita sono indicate delle proposte riguardo:

  • le emissioni di CO2
  • la promozione dei veicoli elettrici e ibridi
  • la diffusione delle infrastrutture per i combustibili alternativi
  • la produzione europea di batterie
  • la revisione dei sistemi di trasporto pubblico

In particolare, i Paesi dell’Unione Europea dovranno incentivare la sostituzione dei tradizionali veicoli a benzina e diesel con quelli elettrici e ibridi, favorire le soluzioni di mobilità elettrica, pulita e sostenibile negli appalti pubblici, stimolare le imprese a produrre componenti essenziali come le batterie al litio di ultima generazione e impegnarsi nella creazione di una nuova rete infrastrutturale, che dovrà sostenere la diffusione dei veicoli spinti dai carburanti alternativi.

Inoltre, ogni nazione dovrà rivedere le sue politiche sui trasporti pubblici e privati, promuovendo i sistemi integrati puliti a zero emissioni. Ciò significa che sarà necessario investire nei trasporti combinati, utilizzando quanto più possibile sistemi a basse emissioni come i treni e le navi e limitando l’uso dei tir e dei camion, riducendo il trasporto delle merci su gomma. Allo stesso tempo sarà importante aiutare le famiglie a basso reddito nell’acquisto o nel noleggio a lungo termine di veicoli a basse emissioni di Co2.

La nuova strategia dell’Unione Europea: promuovere le auto elettriche e stimolare l’economia

La proposta della UE e la revisione degli obiettivi di riduzione delle emissioni atmosferiche sono in linea con gli accordi di Parigi, l’incontro storico dove tutti i più importanti Paesi del mondo si sono impegnati a diminuire l’inquinamento ambientale e atmosferico entro il 2030. La differenza rispetto alla Cina e agli USA sta nella volontà dell’Unione Europea di voler raggiungere due risultati, ovvero la miglior qualità ambientale al mondo e la tanto attesa ripresa economica.

Per farlo la UE vuole incentivare le imprese europee a investire nelle nuove tecnologie legate alle auto elettriche e ibride, compreso lo sviluppo di una infrastruttura moderna e intelligente di distribuzione dei carburanti puliti, che permetta una maggiore diffusione non solo delle macchine elettriche, ma anche dei veicoli a GPL, a metano e a biocarburanti. La proposta vuole quindi generare benefici a medio e lungo termine sia per i cittadini che per le imprese e i lavoratori.

Non sarà perciò soltanto la salute del pianeta al centro delle politiche europee, ma una visione ampia a 360 gradi che coinvolgerà tutti i settori economici e sociali, per garantire all’Europa un ruolo da protagonista nella nuova rivoluzione elettrica e in quella relativa alla mobilità sostenibile. Tuttavia, questo modello di sviluppo ha ricevuto non poche critiche sia dalle imprese automobilistiche, che additano gli obiettivi europei come troppo costosi che dalle associazioni ambientaliste, che avrebbero voluto dei parametri più stringenti.

Le aziende dell’Automotive fanno sapere come la trasformazione delle flotte richieda orizzonti temporali più ampi, soprattutto in vista delle possibili sanzioni previste per chi non riuscirà a rispettare gli obiettivi della UE, con multe per i produttori fino a 95€ per ogni grammo di emissioni in eccesso. Allo stesso modo sono invece graditi gli incentivi pubblici per la sostituzione dei veicoli, con proposte di sostegno alle famiglie fino a 800€ per l’acquisto di un’auto elettrica o ibrida.

Anche gli investimenti previsti per le aziende che si impegneranno nella produzione delle batterie di ultima generazione sono stati ben accolti dal settore industriale. In questo caso le imprese vogliono approfittare della volontà europea di diventare leader mondiale del settore entro il 2030, collocandosi al fianco di colossi come gli USA e la Cina nel campo delle tecnologie legate alla mobilità sostenibile e alle fonti energetiche alternative.

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