NEDC, WLTP e le Novità per le Flotte Aziendali

Sistemi di omologazione e le novità per le flotte aziendali

21 novembre 2017

Cambia il sistema di omologazione delle auto: lo standard NEDC viene abbandonato a favore del sistema WLTP. Il passaggio ai nuovi standard di misurazione delle emissioni e dei consumi non sarà indolore. Ma quali saranno i cambiamenti più rilevanti per i fleet manager e quali le conseguenze per le flotte aziendali?

 

Standard di omologazione: addio al sistema NEDC, arriva il sistema WLTP

Da settembre 2017 il vecchio standard di omologazione NEDC (acronimo di New European Driving Cycle) è andato in pensione, sostituito dal più recente e articolato sistema WLTP (Worldwide harmonized Light vehicles Test Procedure). Il nuovo standard è valido in tutto il mondo ed è stato elaborato dalle autorità europee in collaborazione con quelle giapponesi e indiane. Lo scopo dei nuovi sistemi di test delle auto è quello di fornire dati più fedeli alla realtà, sia in fatto di emissioni di gas inquinanti sia in fatto di consumi di carburante. Lo standard WLTP è obbligatorio per le nuove omologazioni a partire da settembre 2017 ma il periodo di transizione durerà fino a settembre 2019.

Com’è strutturato il sistema WLTP

Rispetto al sistema di test precedente, il processo di omologazione a cui saranno sottoposte le auto d’ora in avanti simula in maniera migliore i consumi reali. La procedura di test è diversa a seconda del tipo di veicolo e ha una durata maggiore rispetto alla precedente. Le auto saranno testate per 30 minuti, simulando un percorso di oltre 23 chilometri e misurando consumi ed emissioni a diverse velocità. La velocità media è di oltre 46 chilometri, con una punta di 131 km/h. Il precedente test NEDC aveva invece una durata di soli 20 minuti, con una velocità media di 34 km/h e veniva svolto in gran parte non su strada. Oltre a fornire dati comparabili in tutto il mondo, la nuova procedura di omologazione riesce a restituire dati più vicini ai consumi reali. In parte questo risultato è dato dalla maggiore durata e dalla maggiore specificità del test, in parte dal fatto che i dati tengono conto di diversi livelli di consumo e di diversi equipaggiamenti.

Flotte aziendali: cosa cambia con l’arrivo dei test WLTP

La prima conseguenza dell’introduzione dello standard di omologazione WLTP sarà un aumento dei consumi e delle emissioni dichiarati. In media, si stima una variazione del 20-30%, con punte oltre il 40% rispetto al passato. Questo aumento potrebbe far lievitare in maniera indiretta i costi delle flotte aziendali. È il caso dei Paesi nei quali le tasse sono commisurate ai consumi e non alla potenza dell’auto. Al momento in Italia non è così, ma sembra che il Ministero dell’Economia stia pensando di revisionare il sistema di calcolo della tassa di circolazione e di legarla non più alla potenza ma alle effettive emissioni prodotte dalle auto. Il tema delle emissioni inquinanti non è rilevante solo sul piano dei costi, ma anche su quello della stessa car policy aziendale. Sono molte le aziende che selezionano e gestiscono le proprie flotte auto basando acquisti e assegnazioni delle auto ai driver in base ai consumi dichiarati dai produttori. Ora che questi consumi aumenteranno in maniera generalizzata saranno due le possibili vie d’uscita: scegliere i veicoli con meno emissioni e privilegiare le motorizzazioni che garantiscono i consumi più contenuti.

Quale futuro per le auto diesel?

A pagare il prezzo più alto dopo l’arrivo dello standard di omologazione WLTP saranno le auto diesel. Se oggi oltre il 90% dei veicoli presenti nelle flotte aziendali ha un motore diesel, c’è da aspettarsi che nell’immediato futuro questa percentuale scenda drasticamente, raggiungendo quota 50-60%. Le auto diesel saranno sostituite con ogni probabilità dalle auto ibride (benzina + elettrico) e in piccola parte anche dalle auto elettriche. Ciò che impedirà alle auto diesel di continuare a fare la parte del leone all’interno delle flotte aziendali sono le difficoltà di rispettare i limiti legati alle emissioni inquinanti, se non a caro prezzo. Le innovazioni tecnologiche che sarebbero necessarie per centrare i limiti fissati dallo standard Euro 6d in vigore da settembre 2019 sono infatti molto costose e non garantirebbero comunque la possibilità di circolare in caso di blocchi delle auto inquinanti.

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