Tesla e Cina, è battaglia sull'uso dei dati raccolti dalle auto

24 marzo 2021

Tesla e Cina, è battaglia sull'uso dei dati raccolti dalle auto

“Che sia cinese o statunitense, gli effetti negativi per una società commerciale che si dedicasse allo spionaggio sarebbero estremamente negativi per quella società": così Elon Musk, numero uno della Tesla ha negato che i dati raccolti dalle auto elettriche prodotte dalla sua azienda possano essere utilizzati a fini di spionaggio, spiegando che se la sua azienda avesse usato le sue auto, in qualsiasi Paese, per spiare sarebbe stata bloccata ovunque. Va ricordato che le Tesla hanno otto telecamere perimetrali, 12 sensori a ultrasuoni e un radar che supporta un sistema di assistenza alla guida chiamato Autopilot. I veicoli Model 3 e Model Y hanno anche una telecamera all'interno dell'abitacolo, installata sopra lo specchietto retrovisore.

La dichiarazione di Musk sono giunte dopo la rivelazione da parte del "Wall Street Journal" della decisione del governo cinese di bloccare l'uso della Tesla da parte di militari e dipendenti di agenzie e società statali, a causa della preoccupazione che i dati raccolti dalle auto possano mettere a rischio la sicurezza nazionale. Secondo i funzionari cinesi che hanno effettuato la revisione di sicurezza sui veicoli elettrici prodotti dall'azienda statunitense, le telecamere che vi sono installate possono registrare immagini e ottenere dati sugli spostamenti e sui contatti dei telefoni cellulari sincronizzati. Pechino ha quindi comunicato ad alcune delle sue agenzie di ordinare ai dipendenti di smettere di guidare le Tesla per recarsi al lavoro; il divieto riguarderebbe, inoltre, l'uso nei complessi militari e in quelli residenziali destinati al personale che lavora in industrie sensibili, come quella aerospaziale.

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