Tassa auto aziendale 2020: come funziona, novità e calcolo

12 marzo 2020

Cosa cambia nel 2020 per la tassazione sulle auto aziendali

Dal primo luglio 2020 entreranno in vigore le nuove normative antinquinamento, misure che premieranno le auto più ecologiche con degli sconti fiscali, aggravando invece l’imposizione sui veicoli con emissioni di CO2 più elevate.

La tassazione sulle auto aziendali riguarderà in particolare il fringe benefit, con le nuove tabelle ACI che considereranno anche il livello di inquinamento, mentre rimarrà invariata la deducibilità per le aziende.

Tassa auto aziendale: manovra e novità 2020

In base alle indicazioni inserite nella Legge di Bilancio 2020, cambieranno le regole in merito al fringe benefit sui contratti di veicoli aziendali, in particolare per i mezzi dati ai dipendenti a uso promiscuo, misura che sarà attiva a partire dal primo luglio 2020.

Ciò significa che fino a tale data qualsiasi contratto seguirà le vecchie normative, usufruendo di un fringe benefit del 30% indifferentemente dal livello di emissioni di CO2 del mezzo.

Per i contratti stipulati dopo il primo luglio, invece, saranno valide le nuove normative. In questo caso, la soglia del fringe benefit da tassare subirà una riduzione sui veicoli più ecologici, passando dal 30 al 25% per le percorrenze medie di 15 mila chilometri l’anno. La vera novità riguarda però i livelli di inquinamento, infatti verranno penalizzate le vetture con maggiori emissioni di CO2, di fatto premiando l’utilizzo di mezzi aziendali elettrici e ibridi.

In generale, in base ai valori dell’inquinamento del veicolo, la percentuale del fringe benefit dal 1° luglio 2020 seguirà queste soglie:

  • 25% - emissioni CO2 inferiori a 60 g/Km;
  • 30% - emissioni CO2 tra 60 e 160 g/Km;
  • 40% - emissioni CO2 tra 160 e 190 g/Km;
  • 50% - emissioni CO2 superiori a 190 g/Km.

Dopodiché sono previsti ulteriori aumenti per i nuovi contratti realizzati nel 2021, con una crescita dei costi da sostenere in merito all’uso dei veicoli più inquinanti. In particolare, verranno accresciute le percentuali per le ultime due fasce, con i mezzi che presentano emissioni di CO2 tra 160 e 190 g/Km che arriveranno al 50%, mentre quelli con livelli superiori a 190 g/Km andranno dal 50 al 60%.

Retroattività e dubbi sulla nuova tassazione delle auto aziendali

Le previsioni questa volta erano giuste, infatti, come veniva prospettato, la nuova tassa sulle auto aziendali più inquinanti non sarà retroattiva. In particolare, le normative indicate saranno applicate ai veicoli aziendali, concessi a uso promiscuo a dipendenti e collaboratori, che rispettano due condizioni:

  • immatricolazione dopo il primo gennaio 2020;
  • sottoscrizione del contratto dopo il primo luglio 2020.

Ovviamente sussistono alcuni dubbi in merito, soprattutto per quanto riguarda le auto aziendali a noleggio. Nello specifico non si capisce bene se la data di riferimento, per l’applicazione della nuova tassazione, consideri ad esempio la consegna del veicolo, la realizzazione dell’ordine, oppure la firma del **contratto per il noleggio **a lungo termine. Quest’ultimo infatti potrebbe essere inteso per tutto il parco mezzi aziendale, escludendo i contratti per ogni singola auto.

Tassa auto aziendale: come funziona il fringe benefit?

Il fringe benefit è un compenso concesso ai dipendenti di un’azienda, una retribuzione che non viene elargita in denaro, ma attraverso l’offerta di una serie di servizi. Ad esempio, l’impresa potrebbe finanziare dei corsi di formazione per i suoi collaboratori, dei viaggi premio, oppure offrire in comodato d’uso computer, telefoni e altri dispositivi.

Uno dei fringe benefit più comuni è un veicolo aziendale a noleggio a uso promiscuo, da usare sia per l’attività lavorativa sia per le esigenze personali del lavoratore.

In quest’ultimo caso, per il conteggio delle tasse da versare, viene considerato un vero e proprio forfait. In pratica viene stabilita una percorrenza di 15 mila chilometri l’anno, di cui il 30% sono per l’utilizzo personale del veicolo da parte del dipendente, quindi circa 4.500 Km. Ogni anno l’ACI pubblica le tabelle ufficiali per la tassa auto aziendale del fringe benefit, con valori differenti in base al modello di veicolo.

In questo modo l’ACI indica il costo chilometrico di ogni tipo di vettura aziendale, il quale come abbiamo visto a partire dal 1° luglio 2020 sarà determinato anche dalle emissioni inquinanti. Ciò significa che meno il mezzo sarà ecologico, con emissioni di CO2 elevate, più elevato sarà il conteggio e quindi tutti gli oneri fiscali ad esso collegati. Infatti, il fringe benefit influisce sul reddito del lavoratore, comprese le voci accessorie come i contributi previdenziali.

Tassa auto aziendale: chi la paga?

Le nuove normative, sulla tassazione delle auto aziendali a uso promiscuo, rischiano di comportare un deciso aggravio per dipendenti e collaboratori delle imprese. Tutti i lavoratori che beneficiano di fringe benefit, in particolare di un veicolo con contratto di noleggio a lungo termine da utilizzare per il lavoro e le esigenze personali, dovranno pagare di più se la macchina non è un modello ecologico.

Le misure inserite nella Manovra di Bilancio sono volte alla riduzione delle emissioni inquinanti, considerando che oltre il 40% delle nuove immatricolazioni interessa le vetture aziendali. Tuttavia, l’aumento della tassa auto rischia di ricadere esclusivamente sui dipendenti, in quanto una percentuale più alta di fringe benefit da tassare influisce sul reddito, dunque sulle imposte da versare allo Stato. L’aggravio potrebbe essere molto oneroso, soprattutto per l’uso di veicoli con emissioni di CO2 oltre i 160 g/Km.

Auto aziendali: i modelli che assicurano uno sconto sulla tassazione

Per evitare il temuto aumento delle tasse sulle auto aziendali a uso promiscuo, l’unica soluzione è quella di scegliere modelli ecologici a basse emissioni di CO2.

Le società di autonoleggio come LeasePlan si sono attrezzate da tempo in questo senso, investendo da diversi anni nell’ammodernamento delle flotte, per offrire a privati e imprese veicoli elettrici e ibridi green.

Ad esempio, all’interno della gamma LeasePlan per il noleggio di auto aziendali, è possibile trovare vetture come la Renault Zoe, con alimentazione elettrica ed emissioni zero. Si tratta di una soluzione perfetta per la mobilità urbana, una berlina compatta a 5 porte, con cambio automatico, 108 cv, 5 posti e un costo di noleggio piuttosto contenuto.

In alternativa è possibile scegliere l’Audi Q5, con motorizzazione ibrida ed emissioni di CO2 di 46 g/Km, quindi ben al di sotto dei limiti previsti dalla nuova normativa. Questo modello mette a disposizione un poderoso motore 2.0 da 299 cv, la trazione integrale 4x4 e 5 posti, un’opzione indicata per chi deve percorrere molti chilometri sia in città che in autostrada.

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