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“Impatto Zero”, il programma ASI per raduni green di auto e moto

Tempo di lettura 2 minSostenibilità
L’ASI, la più grande associazione di classic car d’Europa ha messo in pista una strategia per rendere più sostenibili raduni ed eventi di auto e moto d’epoca
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Si chiama “Impatto Zero” ed è un protocollo molto particolare: prevede l’applicazione della norma ISO 20121 alle manifestazioni per veicoli storici. L’idea è dell’Asi, automotoclub storico italiano che prosegue nel suo percorso virtuoso sulle tematiche ambientali: la più grande associazione di classic car d’Europa, dopo aver avviato una ricerca con l’Istituto Superiore di Sanità per definire il reale impatto dei veicoli storici, ha così ora messo in pista una strategia per rendere più sostenibili raduni ed eventi di auto e moto d’epoca.

L'idea è quella di incoraggiare pratiche di sostenibilità per gli eventi ASI e nasce dalla volontà di far parte della soluzione e non del problema ambientale e climatico, e dal volere cogliere l’opportunità di avviare il processo di conversione sostenibile e di sostenere l’economia circolare implementando una rete di partner e sponsor “green”. La norma ISO 20121 è il recente standard internazionale per la certificazione dei Sistemi di Gestione Sostenibile degli Eventi e per rientrare in questa certificazione ci sono punti precisi da rispettare. Nello specifico, significa che non viene certificato “sostenibile” l’oggetto dell’evento - ossia il veicolo storico - ma l’intero sistema organizzativo se capace di minimizzare l’impatto ambientale. L’applicabilità della ISO 20121 è molto flessibile in quanto è valida per un singolo evento, per una serie di eventi, per la funzione aziendale che si occupa di eventi e per le organizzazioni che si occupano di eventi

ASI

Tra i punti fondamentali per ottenere la certificazione ISO 20121 c’è la realizzazione di un protocollo comportamentale, elaborato sotto egida dell’ASI per minimizzare l’incidenza ambientale dell’evento ponendo particolare attenzione all'ottimizzazione delle risorse idriche ed energetiche, alla produzione di rifiuti, al riciclo e riuso di materiale a supporto del raduno. È poi necessario mettere a punto un metodo gestionale organizzativo che prediliga l’informatizzazione e l’utilizzo minimo della carta. Ancora, è bene impostare partenze scaglionate e limitare il chilometraggio giornaliero per abbassare le emissioni di CO2 dei veicoli.

Il primo evento ASI organizzato in questo modo è stato il recente Giro Motociclistico di Sicilia (inserito nel calendario della serie ASI Circuito Tricolore), poiché ha supportato l’Agenda 2030 con il progetto ecosolidale “Rimettiamoci in moto”, attuato attraverso un proprio protocollo ecosostenibile stabilito sul modello FIVA.

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Pubblicato il 19 novembre 2021
19 novembre 2021
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