Colonnine elettriche: situazione aggiornata in Italia

Tempo di lettura 4 minSostenibilità
Analizziamo la presenza delle colonnine elettriche in Italia, la potenza dei punti di ricarica, dove sono collocate e quali sono i piani di sviluppo.
Share this

Colonnine di ricarica elettrica in Italia: la situazione aggiornata

La rivoluzione green è strettamente legata alle auto elettriche. Per sostenere quindi la diffusione dei veicoli a zero emissioni, è necessario potenziare l’infrastruttura per la ricarica delle vetture ecologiche.

Vediamo a che punto siamo nel nostro Paese analizzando la presenza delle colonnine elettriche in Italia, qual è la potenza dei punti di ricarica, dove sono collocate e quali sono i piani di sviluppo previsti per i prossimi anni.

Le colonnine elettriche in Italia nel 2020

La situazione aggiornata al 2020 mostra come l’infrastruttura italiana di ricarica sia ancora indietro rispetto al resto d’Europa, nonostante le ultime installazioni concentrate soprattutto al Centro Nord. Il lavoro da fare è ancora molto per colmare il gap con gli altri Paesi, sostenendo in modo adeguato la diffusione delle auto elettriche in Italia.

Secondo gli ultimi dati dell’Eafo (European Alternative Fuel Observatory), nel 2020 si registrano 13.176 punti di ricarica installati nel nostro Paese. La maggior parte dei sistemi è pubblico, oltre il 70%, mentre il restante è composto da impianti privati aperti all’utilizzo pubblico.

Circa i 2/3 dei sistemi sono di ricarica veloce con una potenza da 21 a 43 kW, mentre quelli considerati ultraveloci al di sopra dei 50 kW hanno ancora una presenza marginale. Un quinto delle colonnine invece sono punti di ricarica lenta fino a 3,7 kW, non compatibili con le auto ma con veicoli leggeri come i monopattini elettrici e le microcar a zero emissioni.

Colonnine ricarica auto elettriche nelle Regioni italiane

La situazione italiana delle colonnine di ricarica fa emergere una concentrazione nel Centro-Nord Italia, mentre il Sud è indietro rispetto al resto del Paese ma in recupero. La Lombardia è la Regione con il più alto numero di stazioni, con più di 2.400 punti di ricarica

Ai primi posti si posizionano anche Toscana, Piemonte, Emilia-Romagna, Lazio e Veneto, mentre nel Mezzogiorno è la Sicilia la prima Regione del Sud Italia, in grado di precedere la Puglia, la Sardegna, la Calabria e la Campania per numero di colonnine installate. 

Cosa si può fare per migliorare la situazione in Italia

Oltre alla carenza di infrastrutture in molte zone del Paese, è evidente la necessità di un sistema centralizzato di monitoraggio e tracciamento delle colonnine elettriche. Ciò consentirebbe un maggiore coordinamento nazionale per individuare le aree in cui concentrare gli investimenti per una crescita omogenea delle tecnologie di ricarica delle auto elettriche.

Un altro problema riguarda la localizzazione dei punti di ricarica esistenti, quasi tutti ubicati al di fuori delle autostrade. All’estero la presenza di colonnine elettriche sulle arterie ad alta percorrenza è decisamente superiore, un aspetto che in Italia crea un forte ostacolo alla promozione della mobilità a zero emissioni

Colonnine elettriche: la situazione in Europa

Per capire meglio a che punto siamo in Italia è importante analizzare la situazione nel resto d’Europa. Secondo i dati dell’Eafo, nel continente ci sarebbero circa 250 mila punti di ricarica, con 195 mila colonnine concentrate nei Paesi UE senza contare il Regno Unito, la Turchia e i Paesi EFTA (Svizzera, Norvegia, Islanda e Liechtenstein).

La maggior parte di essi sono sistemi normali o lenti, con circa 191 mila punti di ricarica con una potenza fino a 22 kW, mentre quelli per la ricarica veloce con una potenza al di sopra di 22 kW sarebbero circa 21.300. Senza dubbio la crescita europea rispetto al 2019 è considerevole, tenendo conto che l’anno scorso c’erano meno di 149 mila colonnine fino a 22 kW e poco più di 15 mila sopra i 22 kW. 

Ad oggi la media europea è di 6 veicoli elettrici per ogni punto di ricarica, con circa 29 colonnine elettriche ogni 100 Km di autostrada. I Paesi più avanzati nell’e-mobility sono quelli del Nord Europa: i Paesi Bassi, la Norvegia e la Svezia, in cui oltre a una rete di ricarica capillare è molto forte la presenza dei veicoli green nel parco auto nazionale. 

Recovery Fund e colonnine di ricarica

Le istituzioni italiane ed europee si stanno muovendo verso la promozione della mobilità elettrica, per adeguarsi agli obiettivi degli Accordi di Parigi e del Green Deal europeo. Il target è la completa decarbonizzazione entro il 2050, per contrastare i cambiamenti climatici riducendo le emissioni di anidride carbonica.

Una delle iniziative più importanti al momento è quella del Recovery Fund (anche noto come Next Generation EU), un piano strategico per stimolare la ripresa economica in Europa dopo la pandemia di Covid-19, sostenuto dall’emissione di bond condivisi per un valore complessivo di 750 miliardi di euro.

Gli interventi da finanziarie nei singoli Paesi avranno un focus sugli investimenti sostenibili, tra cui c’è il potenziamento delle infrastrutture di ricarica per i veicoli elettrici. Il target dell’Unione Europea è l’installazione di 1 milione di punti di ricarica, per arrivare nel 2030 ad almeno 2,8 milioni di colonnine elettriche rispetto alle circa 250 mila di oggi.

Al momento le iniziative al vaglio sono numerose, infatti, oltre alle stazioni di ricarica si stanno studiando soluzioni per ridurre il carico fiscale sulle flotte aziendali elettriche, favorendo il passaggio delle imprese dalle auto a motore termico a quelle ecologiche anche attraverso soluzioni per la mobilità elettrica integrata.

Desideri informazioni su LeasePlan Italia? Clicca qui

Share this
Pubblicato il 21 ottobre 2020

21 ottobre 2020
Share this