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eFuel e carburanti ecologici: quali sono le problematiche

Tempo di lettura 4 minSostenibilità
I carburanti sintetici potrebbero non essere adatti a decarbonizzare il settore dei trasporti, con dei problemi in termini di sostenibilità.
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eFuel e carburanti ecologici sul banco degli imputati

Carburanti ecologici, quante spine: i problemi degli e-fuels

Per evitare l’abbandono definitivo dei motori endotermici si stanno studiando delle alternative, dei combustibili meno inquinanti come i carburanti sintetici. Oggi però sono stati evidenziati i problemi degli eFuels, in quanto sarebbero troppo costosi e inquinanti per la mobilità sostenibile.

L’accusa nei confronti dei carburanti sintetici

“Inquinanti come la benzina, costosi e inadatti a decarbonizzare il trasporto auto in Europa”: questa l’accusa mossa agli e-fuels, carburanti alternativi come la benzina sintetica, i quali sembravano essere fino a ieri una possibile alternativa alle auto elettriche per alimentare i veicoli endotermici in modo ecologico.

Si tratta di un’accusa pesante che arriva addirittura da T&E, un’organizzazione no-profit e politicamente indipendente con sede a Bruxelles. T&E da oltre 30 anni promuove la sostenibilità del settore trasporti europeo, attraverso un cambiamento delle politiche UE e globali (rappresenta 63 organizzazioni di 26 paesi in tutta Europa e più di 3,5 milioni di persone).

Realizzati combinando CO2 e idrogeno estratto mediante elettrolisi, i combustibili sintetici sono chimicamente simili ai carburanti tradizionali, oltre che caratterizzati da alti costi di produzione e un significativo impatto ambientale. Accanto alle elevate emissioni di NOx, infatti, l’analisi di IFP ha evidenziato come i motori alimentati dagli e-fuels producano addirittura molto più monossido di carbonio e ammoniaca rispetto ai loro omologhi a benzina standard E10 EU.

I risultati dei test sui carburanti ecologici sintetici

I test, che hanno confrontato le emissioni di un'auto in grado di utilizzare benzina e tre diverse miscele di e-fuels, segnalano in particolare come la combustione di carburante sintetico generi un quantitativo di monossido di carbonio tre volte superiore a quello prodotto bruciando il combustibile tradizionale.

Sono stati ottenuti anche pessimi risultati sui dati relativi alle emissioni di ammoniaca, un elemento chimico che, combinandosi con altri composti presenti nell'aria, forma il pericoloso PM2.5. Il particolato infatti è associato a gravi rischi per la salute, in quanto causa una serie di disturbi e patologie come asma, malattie cardiache e tumori dell’apparato respiratorio, composto per il quale non esistono livelli sicuri di inquinamento.

Nel confronto con l’alimentazione a benzina, il quantitativo di ammoniaca prodotta con l’impiego degli e-fuels può addirittura raddoppiare. Pur generando meno particolato rispetto al carburante tradizionale, il combustibile sintetico rilascia più di due miliardi di particelle per ogni chilometro percorso, una quantità non compatibile con gli obiettivi di sostenibilità previsti dall’Unione Europea.

I risvolti dell’accusa di T&E sugli eFuels

Questi studi condotti sui carburanti sintetici potrebbero avere pesanti ripercussioni sull'industria automobilistica, comparto che da tempo chiede l’inserimento dei carburanti sintetici nel Regolamento sugli standard di CO2 per auto e furgoni. Secondo T&E si tratta di una scelta sbagliata sotto il profilo ambientale ed economico, infatti l’utilizzo di questi combustibili si tradurrebbe in un forte aumento dei costi del carburante per i conducenti.

Dalla ricerca di T&E, infatti, emerge come l’incremento della spesa per gli automobilisti sarebbe di circa 10mila euro in più in cinque anni per ogni veicolo, nel confronto con i costi previsti per l’impiego di un'auto elettrica. Gli alti costi di produzione del carburante sintetico, inoltre, determinano un’identica spesa aggiuntiva per le auto usate riadattate per utilizzare gli e-fuels, i quali risultano inadeguati a decarbonizzare la flotta esistente.

Nonostante il clamore suscitato, non esistono al momento carburanti sintetici in vendita (per eseguire i test IFP Energies Nouvelles ha dovuto produrre da sola circa 100 litri di eFuel). La produzione commerciale di un nuovo carburante ecologico è anche meno efficiente dal punto di vista energetico, rispetto alla fornitura di energia elettrica per ricaricare la batteria dei veicoli elettrici

Di fatto, come dimostra uno studio indipendente svolto per T&E, per il rifornimento del 10% di automobili con gli eFuels, invece di elettrificarli, si dovrebbe produrre il 23% di elettricità in più da fonti rinnovabili. Per questo motivo, i carburanti sintetici dovrebbero essere testati innanzitutto negli aerei, i quali in molti casi non possono usare le batterie per diminuire le emissioni.

Le alternative ecologiche agli eFuels

Per ora i carburanti sintetici non sembrano poter rappresentare una soluzione valida, per rispettare gli obiettivi UE di riduzione delle emissioni di CO2 e adottare un modello sostenibile di mobilità. Ovviamente potrebbero trovare comunque delle applicazioni, sia nel settore aeronautico sia in quello delle corse automobilistiche, mentre è poco probabile un utilizzo su larga scala per il comparto dei trasporti privati.

L’unica soluzione rimane l’elettrificazione, con il passaggio alle auto elettriche per una mobilità realmente a zero emissioni dirette. D’altronde, i veicoli green stanno diventando sempre più accessibili, senza contare la crescita della rete di ricarica europea e la riduzione delle tempistiche per la ricarica delle macchine BEV.

Oggi inoltre è possibile scegliere tra diverse soluzioni di mobilità, tra cui il noleggio a lungo termine di auto elettriche per pagare un canone tutto compreso senza un investimento iniziale elevato. In questo modo è possibile guidare subito una vettura ecologica, scegliendo la vettura elettrica più adatta alle proprie esigenze senza ricorrere ai combustibili sintetici.

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Pubblicato il 16 marzo 2022
16 marzo 2022
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