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Carbon Neutral: cos'è e come azzerare le emissioni

Tempo di lettura 4 minSostenibilità
Gli obiettivi dell’Accordo di Parigi prevedono la carbon neutrality, ma cosa significa e cosa bisogna fare per la neutralità climatica?
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Cosa significa Carbon Neutral

Carbon neutral: significato e soluzioni per la neutralità climatica

Per salvare il pianeta e contrastare il cambiamento climatico bisogna raggiungere la neutralità climatica, riducendo le emissioni di gas serra. Vediamo cosa significa carbon neutral, quali sono gli obiettivi da conseguire e come azzerare l’impronta di carbonio.

Carbon neutral: cos’è esattamente?

Le emissioni di gas ad effetto serra rilasciate negli ultimi 150 anni hanno surriscaldato il pianeta, causando i cambiamenti climatici e mettendo a rischio l’ambiente in cui viviamo. L’aumento della temperatura terrestre, infatti, è responsabile di una serie di alterazioni climatiche, provocando conseguenze negative in termini di:

  • innalzamento del livello dei mari;
  • riduzione della biodiversità;
  • peggioramento della qualità dell’aria;
  • acidificazione degli oceani;
  • aumento della siccità e delle piogge intense;
  • incremento dei fenomeni meteorologici violenti.

Per contrastare questo processo nel 2015 è stato raggiunto l’Accordo di Parigi sul clima, con l’impegno da parte dei principali paesi del mondo a ridurre le emissioni nette di gas serra. In particolare, gli oltre 190 Stati firmatari dovranno tentare di mantenere l’incremento della temperatura globale entro 2°C, rimanendo possibilmente entro 1,5°C.

L’obiettivo è il raggiungimento della carbon neutrality, un target conosciuto anche come net zero. Si tratta dell’azzeramento delle emissioni nette di carbonio, affinché i gas serra rilasciati nell’atmosfera siano equivalenti a quelli rimossi, secondo un modello virtuoso che prevede la neutralità climatica delle attività dell’uomo sul pianeta.

Come calcolare l’impronta di carbonio

Prima di intervenire per ridurre le emissioni di gas serra è fondamentale essere consapevoli della carbon footprint, ovvero dell’impronta di carbonio. L’anidride carbonica non è l’unico gas climalterante, ma ne esistono altri altrettanto nocivi come i gas fluorurati, il metano e gli ossidi d’azoto.

Per semplificare il calcolo delle emissioni complessive di aziende, prodotti, servizi e perfino di interi Stati, ogni gas serra viene misurato in tonnellate di CO2 equivalente, ovvero viene equiparato all’anidride carbonica. In questo modo è possibile effettuare una stima abbastanza precisa dell’impronta di carbonio, tenendo conto di tutti i gas climalteranti emessi.

Misurare la carbon footprint di un bene, un servizio, un’attività o un paese permette di capire quanto essi siano o meno sostenibili, calcolandone l’impatto climatico. Questa operazione può fornire tre possibili risultati.

  • Carbon neutral o net zero emissions: significa che le emissioni totali nette sono zero, in quanto i gas serra prodotti da un’attività sono bilanciate dalla rimozione di CO2, oppure da azioni che compensano i gas climalteranti emessi. Di fatto, è possibile considerare l’attività climaticamente neutrale.

  • Climate positive o carbon negative: sono due espressioni che possono essere usate come sinonimi, in quanto essere positivo per il clima equivale a essere carbonio negativo. Si tratta di un livello di sostenibilità superiore, poiché l’attività non solo non ha un impatto negativo sul pianeta, ma è in grado di rimuovere la CO2 dall’atmosfera e rappresentare un beneficio per l’ambiente.

  • Impatto negativo sul clima: questo risultato è il peggiore di tutti, in quanto evidenzia come l’attività esaminata produca più emissioni di quelle che è in grado di compensare o eliminare. In questi casi è necessario studiare delle strategie d’intervento, per capire come raggiungere la carbon neutrality e successivamente puntare a una condizione climaticamente positiva.

Gli obiettivi carbon neutral di paesi e aziende

L’obiettivo dei principali paesi del mondo è raggiungere uno stato carbon neutral entro il 2050. È quanto ha stabilito ad esempio l’Unione Europea attraverso il Green Deal europeo, un piano che punta a trasformare l’economia UE e farle ottenere la condizione net zero emissions entro il 2050, ovvero zero emissioni nette di gas serra

Ovviamente ci sono dei paesi che mirano a conseguire questo traguardo prima del 2050, come la Finlandia che vuole diventare carbon neutral entro il 2035. Altri paesi invece avranno bisogno di più tempo, come ha annunciato la Cina che vuole trasformare la sua economia e conseguire la carbon neutrality entro il 2060.

Lo stesso vale per le aziende. Microsoft, ad esempio vuole diventare carbon negative entro il 2030, rimuovendo prima del 2050 tutta la CO2 emessa nell’atmosfera dal 1975, anno della sua fondazione. Nel settore automobilistico molte compagnie, come Toyota e BMW, puntano alla carbon neutrality entro il 2050, con una riduzione considerevole delle emissioni entro il 2030 grazie all’aumento delle auto elettriche e delle vetture ibride. 

Anche noi di LeasePlan siamo impegnati nella lotta per salvare il pianeta e supportare lo sviluppo sostenibile, infatti siamo tra i protagonisti della transizione verso la mobilità elettrica integrata. Entro il 2030 puntiamo a realizzare una flotta a zero emissioni, inoltre offriamo assistenza a tutti i nostri clienti per aiutarli a creare flotte green con veicoli ecologici e soluzioni personalizzate per la e-mobility.

Come raggiungere la carbon neutrality

Per ridurre le emissioni di gas serra bisogna misurare l’impronta di carbonio, considerando l’intero ciclo di vita di un prodotto, un servizio o un’attività. Dopodiché è necessario capire come diminuire la produzione di gas climalteranti, agendo infine nella compensazione delle emissioni di CO2 rilasciate nell’atmosfera.

Le soluzioni per abbassare le emissioni di gas serra sono diverse:

  • aumentare l’utilizzo delle energie rinnovabili e ridurre l’uso dei combustibili fossili;
  • ottimizzare i processi per diminuire gli sprechi di energia e le emissioni di CO2;
  • integrare dove possibile lo smart working per diminuire gli spostamenti dei dipendenti;
  • migliorare la gestione dei rifiuti aumentando il riciclo e il riutilizzo;
  • implementare soluzioni di mobilità a basse e zero emissioni.

Una volta realizzati interventi virtuosi per la riduzione dell’impronta diretta di carbonio, a questo punto è possibile compensare le emissioni che non possono essere azzerate con delle azioni positive per il clima. Si tratta ad esempio di programmi di riforestazione, oppure il finanziamento di progetti di sviluppo sostenibile e soluzioni circolari.

Naturalmente non è possibile diventare carbon neutral dall’oggi al domani, ma è un obiettivo di lungo termine che richiede un impegno serio nella transizione ecologica. D’altronde si tratta di una sfida che dobbiamo vincere, poiché soltanto azzerando le emissioni nette di gas serra sarà possibile lasciare un pianeta in grado di sostenere anche le generazioni future.

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Pubblicato il 28 febbraio 2022
28 febbraio 2022
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