Fringe Benefit 2021: novità e calcolo tassa auto aziendale

Tempo di lettura 5 minConducenti
Su LeasePlan scopri tutti i dettagli sul Fringe Benefit, la tassa sulle auto aziendali: novità, dubbi sulla tassazione e come funziona nel dettaglio.
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Tassa auto aziendale, come funziona, novità e calcolo del Fringe Benefit

Dal primo luglio 2020 sono entrate in vigore le nuove normative antinquinamento, misure che premiano le auto più ecologiche con degli sconti fiscali, aggravando invece l’imposizione sui veicoli con emissioni di CO2 più elevate.

La tassazione sulle auto aziendali riguarda in particolare il fringe benefit, con le nuove tabelle ACI che considerano anche il livello di inquinamento, mentre rimane invariata la deducibilità per le aziende. Ecco come funziona nel dettaglio e quali sono le novità per il 2021

Manovra auto aziendali 2020: cosa prevede?

In base alle indicazioni inserite nella Legge di Bilancio 2020, sono cambiate le regole in merito al fringe benefit sui contratti dei veicoli aziendali, in particolare per i mezzi dati ai dipendenti a uso promiscuo, misura che è diventata attiva a partire dal primo luglio 2020.

Fino a questa data i contratti hanno seguito le vecchie normative, usufruendo di un fringe benefit del 30% indifferentemente dal livello di emissioni di CO2 del mezzo.

Per i contratti stipulati dopo il primo luglio 2020, invece, valgono le nuove normative. In questo caso, la soglia del fringe benefit da tassare ha subito una riduzione sui veicoli più ecologici, passando dal 30 al 25% per le percorrenze medie di 15 mila chilometri l’anno. La vera novità riguarda però i livelli di inquinamento, infatti vengono penalizzate le vetture con maggiori emissioni di CO2, di fatto premiando l’utilizzo di mezzi aziendali elettrici e ibridi.

In generale, in base ai valori dell’inquinamento del veicolo, la percentuale del fringe benefit dal 1° luglio 2020 segue queste soglie:

  • 25% - emissioni CO2 inferiori a 60 g/Km;
  • 30% - emissioni CO2 tra 60 e 160 g/Km;
  • 40% - emissioni CO2 tra 160 e 190 g/Km;
  • 50% - emissioni CO2 superiori a 190 g/Km.

Fringe benefit 2021: le novità entrate in vigore

La tassa per l’auto aziendale 2021 ha subito alcune alterazioni, con l’inasprimento delle percentuali di fringe benefit previste inizialmente nel 2020. In particolare, sono rimaste invariate le prime due fasce, quindi per i veicoli con emissioni fino a 160 g/Km non sono state applicate delle modifiche. 

Dal primo gennaio di quest’anno, invece, la normativa per il fringe benefit ha aumentato le soglie per le vetture più inquinanti. In questo caso, le ultime due categorie passano ai seguenti valori:

  • 50% - emissioni CO2 tra 160 e 190 g/Km;
  • 60% - emissioni CO2 superiori a 190 g/Km.

Allo stesso modo, sono stati aggiornati gli importi dei rimborsi chilometri indicati dalle tabelle Aci 2021, come riportato anche all’interno della pubblicazione n. 317 della Gazzetta Ufficiale del 22/12/2020. Nel dettaglio, l’Aci ha identificato 11 categorie distinte, per le quali sono disponibili i nuovi valori del costo chilometrico IVA inclusa. 

Tassa auto aziendale retroattiva: di cosa si tratta?

Le previsioni questa volta erano giuste, infatti, come veniva prospettato, la nuova tassa sulle auto aziendali più inquinanti non sarà retroattiva. In particolare, le normative indicate saranno applicate ai veicoli aziendali, concessi a uso promiscuo a dipendenti e collaboratori, che rispettano due condizioni:

  • immatricolazione dopo il primo gennaio 2020;
  • sottoscrizione del contratto dopo il primo luglio 2020.

Ovviamente sussistono alcuni dubbi in merito, soprattutto per quanto riguarda le auto aziendali a noleggio. Nello specifico non si capisce bene se la data di riferimento, per l’applicazione della nuova tassazione, consideri ad esempio la consegna del veicolo, la realizzazione dell’ordine, oppure la firma del contratto per il noleggio a lungo termine. Quest’ultimo infatti potrebbe essere inteso per tutto il parco mezzi aziendale, escludendo i contratti per ogni singola auto.

Auto aziendali: la tassa come funziona?

Il fringe benefit è un compenso concesso ai dipendenti di un’azienda, una retribuzione che non viene elargita in denaro, ma attraverso l’offerta di una serie di servizi. Ad esempio, l’impresa potrebbe finanziare dei corsi di formazione per i suoi collaboratori, dei viaggi premio, oppure offrire in comodato d’uso computer, telefoni e altri dispositivi.

Uno dei fringe benefit più comuni è un veicolo aziendale a noleggio a uso promiscuo, da usare sia per l’attività lavorativa sia per le esigenze personali del lavoratore.

In quest’ultimo caso, per capire come calcolare il fringe benefit della tassa dell’auto aziendale, per semplificare il conteggio viene considerato un vero e proprio forfait. In pratica viene stabilita una percorrenza di 15 mila chilometri l’anno, di cui il 30% sono per l’utilizzo personale del veicolo da parte del dipendente, quindi circa 4.500 Km. Ogni anno l’Aci pubblica le tabelle ufficiali per la tassa auto aziendale del fringe benefit, con valori differenti in base al modello di veicolo.

In questo modo l’Aci indica il costo chilometrico di ogni tipo di vettura aziendale, il quale come abbiamo visto a partire dal 1° luglio 2020 viene determinato anche dalle emissioni inquinanti. Ciò significa che meno il mezzo è ecologico, con emissioni di CO2 elevate, più alto è il conteggio e quindi tutti gli oneri fiscali ad esso collegati. Infatti, il fringe benefit influisce sul reddito del lavoratore, comprese le voci accessorie come i contributi previdenziali.

Auto aziendali in fringe benefit: le tasse nel 2021

Le nuove normative, sulla tassazione delle auto aziendali a uso promiscuo, rischiano di comportare un deciso aggravio per dipendenti e collaboratori delle imprese. Tutti i lavoratori che beneficiano di fringe benefit, in particolare di un veicolo con contratto di noleggio a lungo termine da utilizzare per il lavoro e le esigenze personali, dovranno pagare di più se la macchina non è un modello ecologico.

Le nuove misure sono volte alla riduzione delle emissioni inquinanti, considerando che oltre il 40% delle nuove immatricolazioni interessa le vetture aziendali. Tuttavia, l’aumento della tassa auto rischia di ricadere esclusivamente sui dipendenti, in quanto una percentuale più alta di fringe benefit da tassare influisce sul reddito, dunque sulle imposte da versare allo Stato. L’aggravio potrebbe essere molto oneroso, soprattutto per l’uso di veicoli con emissioni di CO2 oltre i 160 g/Km.

Inoltre, bisogna considerare l’adozione dei nuovi standard WLTP a partire dal primo gennaio 2021, test di omologazione europei più rigidi rispetto ai parametri NEDC. Questi criteri più severi rischiano di far aumentare ancora di più i dati sulle emissioni di CO2, causando un deciso incremento delle spese per l’auto per i dipendenti aziendali che utilizzano veicoli in fringe benefit. 

Auto aziendali: i modelli che assicurano uno sconto sulla tassazione

Per evitare il temuto aumento delle tasse sulle auto aziendali a uso promiscuo, l’unica soluzione è quella di scegliere modelli ecologici a basse emissioni di CO2.

Le società di autonoleggio come LeasePlan si sono attrezzate da tempo in questo senso, investendo da diversi anni nell’ammodernamento delle flotte per offrire veicoli green a imprese e privati.

All’interno della gamma LeasePlan per il noleggio di auto aziendali, è possibile trovare veicoli con tecnologia ibrida plug-in e mild hybrid, oppure vetture di nuova generazione full electric a zero emissioni.

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Pubblicato il 8 marzo 2021

8 marzo 2021
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