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Park Assist: cos'è e come funziona

Tempo di lettura 6 minConducenti
I moderni sistemi di Park Assist aiutano a realizzare un parcheggio assistito perfetto, in modo più o meno automatico. Ecco come funzionano.
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Cos'è e come funziona il Park Assist

Park Assist: come funziona la tecnologia di parcheggio assistito?

Le auto a guida autonoma rappresentano il futuro della mobilità; tuttavia, sarà necessario attendere ancora qualche anno per vedere sulle strade le macchine che si guidano da sole. Per il momento, i modelli di ultima generazione offrono diverse soluzioni di assistenza alla guida, tra cui i moderni Park Assist per il parcheggio assistito o completamente automatico. 

Park Assist: cos’è il sistema di assistenza al parcheggio

I sistemi di Park Assist sono dei dispositivi abbastanza recenti, apparsi sul mercato soltanto negli ultimi anni. Si tratta di sistemi in grado di parcheggiare l’auto più o meno autonomamente, realizzando una delle manovre più difficili e spesso odiate dagli automobilisti. 

Questa tecnologia ADAS sfrutta un software centrale di controllo e una serie di sensori di parcheggio. Quest’ultimi monitorano l’ambiente circostante e forniscono le informazioni essenziali al programma, affinché sia in grado di gestire lo sterzo e i pedali di accelerazione e frenata per effettuare le manovre di parcheggio. 

Tale sistema intelligente è stato sviluppato in Francia una ventina di anni fa dall’INRIA, un istituto francese di ricerca nei settori dell’informatica e dell’automazione, il quale per un periodo lavorò a una soluzione tecnica per aiutare i conducenti nel parcheggio orizzontale o affiancato gettando le basi per l’introduzione delle auto con Park Assist.

Sono manovre poco amate da molti automobilisti, a causa della loro complessità e delle difficoltà insite in alcune operazioni di accostamento ed entrata. Calcolare gli spazi e le distanze non è facile, soprattutto quando le misure sono ridotte, la visuale non è perfetta e ci sono altri veicoli in attesa che inducono pressione nel conducente del mezzo. 

Le prime tecnologie di assistenza al parcheggio

Per agevolare gli automobilisti nelle manovre di parcheggio, l’istituto francese progettò una soluzione tecnologica ad hoc per semplificare queste operazioni. Si trattava di una serie di protocolli e standard tecnici, i quali sono adottati ancora oggi dalle principali case automobilistiche.

In particolare, l’INRIA creò 5 livelli di Park Assist:

  • Driver Assistance
  • Partial Automation
  • Conditional Automation
  • High Automation
  • Full Automation

Ogni soluzione prevede un intervento più o meno diretto della tecnologia, a partire dai sistemi di Driver Assistance che aiutano il guidatore soltanto in maniera marginale, come i sensori che avvisano quando ci si trova a una certa distanza dai mezzi parcheggiati, fino ai dispositivi di Full Automation, i quali parcheggiano da soli l’auto senza alcun intervento umano. 

Allo stesso tempo, quelli più diffusi al momento sono i Park Assist Conditional e High Automation. Si tratta di tecnologie che supportano il conducente guidandolo nelle manovre; tuttavia, richiedono comunque l’interazione umana in quanto funzionano come supporto per il parcheggio ma non sono capaci di realizzare il procedimento in modo totalmente autonomo.

Come funzionano i sensori di parcheggio delle auto?

Il funzionamento dei sistemi di parcheggio assistito è piuttosto semplice, nonostante dietro questi dispositivi ci siano delle tecnologie avanzate. Il Self-Parking si basa su una serie di sensori di parcheggio, componenti analogiche che effettuano delle rilevazioni, monitorando la distanza dell’auto con il veicolo precedente e la misura tra le ruote e il marciapiede.

Inoltre, alcuni sistemi possono rilevare anche la presenza di eventuali ostacoli come pedoni e ciclomotori. Questi dati vengono inviati a un software centrale, il quale raccoglie tutte le informazioni e le elabora in tempo reale per effettuare la manovra, calcolando la traiettoria da compiere per realizzare un parcheggio automatico perfetto e intervenendo sui comandi della vettura come lo sterzo, il freno e il pedale dell’acceleratore. 

I sistemi meno sofisticati hanno soltanto dispositivi di supporto, con sensori che avvisano quando la distanza con l’altro veicolo parcheggiato è inferiore a 20/30 cm, emettendo il classico bip fisso o un suono che aumenta d’intensità all’avvicinamento dell’ostacolo. Altri sistemi invece sono dotati di telecamere che aumentano la visuale e sensori più avanzati, i quali permettono al software di azionare lo sterzo mentre il conducente gestisce soltanto i pedali del freno e dell’acceleratore. 

Ad ogni modo, alla base del Park Assist ci sono i sensori di parcheggio, dispositivi che possono essere elettromagnetici o ultrasonici ed emettono onde sonore o elettromagnetiche che rimbalzano sulle superfici esterne. In questo modo riflettono il segnale, per consentire al programma di calcolare le varie distanze e mappare l’ambiente circostante.

Come usare il Park Assist per parcheggiare

La maggior parte dei veicoli moderni dispone di un sistema di parcheggio assistito. Il funzionamento dipende dalla tecnologia utilizzata, compreso il grado di automazione del dispositivo; tuttavia, quasi sempre basta affiancare il veicolo che precede il posto libero, premere il pulsante del Park Assist e levare le mani dallo sterzo, mantenendo invece i piedi sulla pedaliera.

A questo punto bisogna soltanto seguire la procedura guidata del computer di bordo, effettuando tutte le operazioni richieste dal software. In quasi tutti i sistemi in uso oggi viene chiesto di frenare, accelerare e cambiare le marce manualmente, per passare dalla retromarcia alla prima o fermare la macchina una volta raggiunta la distanza minima.

Tuttavia, è possibile lasciare che il sistema si occupi della sterzata, la manovra più complessa da eseguire nei classici parcheggi orizzontali affiancati. Alcune auto di ultima generazione possono occuparsi di tutta l’operazione, gestendo sia il volante che le marce e i pedali; tuttavia, si tratta di dispositivi non ancora molto diffusi.

Quali auto montano il Park Assist?

Quasi tutte le case automobilistiche offrono sistemi di Park Assist, sia sui modelli di fascia alta che su quelli più economici. Inoltre, è possibile trovare dispositivi di assistenza al parcheggio anche nei servizi di noleggio a lungo termine, dove da diversi anni vengono proposti veicoli ecologici e dotati di tecnologie ADAS all’avanguardia. 

Una delle case automobilistiche più attive in questo senso è la Volkswagen; infatti, fornisce il Park Pilot per il parcheggio assistito già a partire dalla citycar Volkswagen up! elettrica. Sulle vetture più esclusive come la Nuova Touareg è presente il sistema Park Assist con retrocamera Rear View, per vedere dietro al veicolo e rilevare ogni tipo di ostacolo.

Lo stesso vale per altre due case tedesche, Mercedes-Benz e BMW, le quali mettono a disposizione dei loro clienti sistemi di Self-Parking parziale anche sui modelli più piccoli ed economici. Infatti, integrano nell’allestimento dei veicoli di fascia alta dispositivi di Park Assist integrali, come quelli presenti sulla Nuova Classe C e la BMW X5

Un sistema piuttosto avanzato è quello adottato sulla Kadjar, il SUV sportivo della Renault. Si tratta infatti di una tecnologia che si occupa dello sterzo, offrendo al contempo una visione computerizzata dell’ambiente abbastanza realistica e precisa, proposta insieme ad altri sistemi ADAS come la frenata automatica di emergenza e l’avviso per il superamento della corsia di marcia.

Anche la Fiat propone dispositivi di parcheggio assistito da diversi anni, per aiutare i conducenti a considerare le distanze con i veicoli, gestire le manovre con il volante e stabilire se lo spazio a disposizione è sufficientemente ampio. Modelli come la Fiat 500X e la 500L montano di serie sensori e telecamera posteriori, in grado di fornire un’immagine nitida, avvisare in caso di pericoli e indicare la traiettoria da seguire. 

Un’altra azienda che fornisce questo sistema è la Ford, con la casa americana che propone un Park Assist semi-automatico che controlla lo sterzo durante la manovra, lasciando al conducente la gestione del freno, delle marce e dell’acceleratore. È disponibile su diversi modelli del marchio USA, tra cui la Kuga, la Puma e l’intramontabile Focus.

Quanto sono diffusi le auto con Park Assist?

Per quanto riguarda la diffusione di questi sistemi, il parcheggio assistito è sempre più presente in Francia, dove è installato sull’85% delle auto nuove. Inoltre, questa tecnologia è largamente utilizzata sui veicoli in Germania, in Belgio e in Olanda, secondo quanto emerso da un’indagine realizzata dall’azienda Bosch qualche anno fa. 

L’Italia si posiziona al quinto posto in Europa con il 44% della copertura delle auto con Park Assist, un valore in aumento soprattutto nei segmenti auto dei veicoli di piccole e medie dimensioni. D’altronde, il Park Assist è uno degli optional più apprezzati dagli automobilisti, per questo motivo nei prossimi anni sarà ancora più frequente trovarlo di serie su ogni vettura.

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Pubblicato il 20 dicembre 2021

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