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Fleet Manager: cosa fa e competenze

Tempo di lettura 7 minConducenti
La figura del fleet manager è sempre più richiesta e valorizzata, tuttavia, servono competenze e conoscenze adeguate di mobilità aziendale.
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Cosa fa e che competenze ha un Fleet Manager

Fleet manager: cosa fa, qual è il suo ruolo e le sue competenze

Il fleet manager è una figura essenziale per la gestione delle flotte aziendali, diventata cruciale per guidare le aziende nel processo di transizione verso la mobilità sostenibile, intelligente e integrata. Scopriamo le competenze e l’importanza di questo ruolo nel contesto del post-Covid.

La figura strategica del fleet & mobility manager: ruolo e competenze

La gestione delle flotte aziendali è un processo complesso, in quanto rappresenta sia una delle principali fonti di inquinamento atmosferico nelle nostre città, sia una sfida quotidiana per il benessere dei lavoratori e l’efficienza aziendale. Per occuparsi di questi aspetti, nelle imprese di medie e grandi dimensioni è fondamentale la figura professionale del fleet & mobility manager aziendale.

Si tratta di un esperto con competenze specifiche nell’ambito del fleet management, in grado di proporre soluzioni di mobilità ottimali per i dipendenti dell’impresa. L’evoluzione di questa figura strategica nelle aziende è ormai imprescindibile, per supportare le imprese verso quei cambiamenti indispensabili negli spostamenti casa-lavoro e nella mobilità aziendale.

Mobilità aziendale: cosa prevedono le normative di legge

Se da un lato l’individuazione di nuove figure professionali all’interno delle aziende è un’esigenza non più prorogabile, la legge indica con chiarezza quali sono gli obblighi ai quali ogni impresa di medie e grandi dimensioni deve attenersi. In particolare, il Decreto Rilancio (DL 34/2020) ha introdotto l’obbligo per aziende ed enti pubblici con più di 100 dipendenti della figura del mobility manager.

Si tratta di un’evoluzione rispetto a quanto stabiliva il Decreto 179/1998 dell’ex Ministero dell’Ambiente, con l’obbligo di individuare un responsabile per la mobilità aziendale per le imprese con oltre 300 dipendenti. Il Decreto interministeriale 179/2021, invece, ha definito le nuove linee guida per il PSCL aziendale, il Piano degli Spostamenti Casa Lavoro.

Anche la redazione e l’implementazione del PSCL per il personale dipendente sono obbligatori per le aziende e le pubbliche amministrazioni con oltre 100 dipendenti. Ciò vale per le organizzazioni private e le PA situate in un capoluogo di Regione, di Provincia, in una Città Metropolitana, oppure in un Comune con più di 50.000 abitanti. 

Ovviamente, servirebbero maggiori fondi e incentivi per sostenere le imprese nella riduzione dell’inquinamento atmosferico legato alla mobilità aziendale. Ad ogni modo, esistono comunque delle agevolazioni per le aziende che acquistano o noleggiano a lungo termine veicoli ecologici, tuttavia l’Italia è uno dei Paesi UE che offre meno supporto alla mobilità green in Europa.

L’evoluzione del fleet & mobility management negli ultimi anni

Quella del fleet & mobility manager è una figura professionale relativamente nuova, resa necessaria dalle moderne esigenze di mobilità sostenibile per rispettare gli obiettivi definiti dall’Accordi di Parigi, recepito negli Stati UE attraverso il Green Deal europeo e i target di neutralità climatica dell’Unione Europea.

Tuttavia, è già da diversi anni che le aziende si avvalgono di professionisti della mobilità, tra cui figure come:

  • fleet manager, è un esperto nella gestione delle flotte aziendali;
  • mobility manager, si occupa delle esigenze di mobilità dei dipendenti;
  • travel manager, è addetto alla gestione dei viaggi aziendali.

Se dopo l’ultima crisi economica questi ruoli erano scesi in secondo piano, con la pandemia di Covid-19 e l’urgenza della transizione ecologica sono tornati cruciali nelle strategie aziendali. Nel contesto attuale, vista la complessità dell’attività, è preferibile accentrare le funzioni per una visione più completa, superando il classico approccio settoriale nei confronti della mobilità aziendale.

L’opzione più efficiente è l’individuazione di un fleet & mobility manager, una figura strategica che sappia implementare soluzioni efficaci per ridurre le emissioni di gas serra derivanti dai trasporti aziendali e da quelli privati dei dipendenti delle imprese. Per farlo servono capacità professionali specifiche in ambiti differenti, oltre al supporto di tecnologie innovative, per pianificare soluzioni di mobilità moderne e flessibili.

Fleet & mobility manager: quali competenze sono richieste dalle aziende?

Le abilità necessarie per ricoprire questo ruolo sono molteplici, infatti si tratta di una figura professionale sempre più specializzata. Secondo Euromobility, in Italia ci sono 850 mobility manager, la maggior parte dei quali opera in ambito aziendale (circa 750). Nonostante la crescita degli ultimi anni sono ancora pochi, considerando gli obiettivi delle Istituzioni di dotare in pochi anni ogni azienda di medie e grandi dimensioni di un esperto di mobilità aziendale.

Il compito principale del mobility manager è la gestione degli spostamenti casa-lavoro dei dipendenti, diminuendo l’utilizzo dei veicoli privati e ottimizzando quelli già circolanti. Ciò può essere realizzato organizzando meglio gli orari lavorativi, per evitare congestioni del traffico, offrendo allo stesso tempo soluzioni di mobilità alternative, sostenibili e condivise.

Inoltre, è importante creare modelli computazionali di analisi e gestione dei dati, effettuando simulazioni e identificando parametri per eseguire monitoraggi e confronti delle varie soluzioni di mobilità. Sono richieste anche capacità relazionali per gestire i rapporti con i fornitori di servizi, con i quali studiare sistemi integrati di supporto alla mobilità aziendale dei dipendenti.

Le soluzioni più adottate dai fleet & mobility manager

La maggior parte dei fleet manager e dei mobility manager adotta un approccio multisettoriale, utilizzando soluzioni integrate e flessibili per riuscire a rispondere a diverse esigenze contemporaneamente. Tra i servizi principali ai quali i professionisti della mobilità fanno ricorso oggi ci sono:

  • car sharing;
  • car pooling;
  • noleggio a lungo e medio termine;
  • mobilità urbana e micromobilità;
  • mobilità elettrica integrate.

Corporate car sharing

Il car sharing aziendale è una soluzione di mobilità abbastanza recente, con la quale aumentare l’efficienza delle flotte. L’obiettivo è incrementare il periodo di utilizzo dei mezzi di trasporto aziendali, ampliando il numero di dipendenti che possono accedervi tramite sistemi di prenotazione smart delle vetture.

Per farlo i fleet & mobility manager si avvalgono sempre di più di flotte miste, ricorrendo a veicoli elettrici per le brevi e medie percorrenze, soprattutto per gli spostamenti in città. A questi mezzi ecologici sono affiancate vetture endotermiche e ibride, con le quali coprire i tragitti di lungo raggio in modo efficiente.

Car pooling aziendale

Il car pooling è una soluzione per diminuire l’utilizzo di veicoli privati per gli spostamenti casa-lavoro, attraverso la condivisione di vetture private e aziendali allo stesso tempo. Ciò avviene ad esempio con la partecipazione dei dipendenti, un coinvolgimento attivo nelle strategie di mobilità sostenibile e condivisa delle aziende che contribuisce al raggiungimento dei risultati.

Alcuni dipendenti, infatti, possono mettere a disposizione la propria auto per trasportare gli altri lavoratori che vivono nelle vicinanze, allo scopo di ottimizzare il tragitto dall’abitazione al luogo di lavoro e viceversa. Ovviamente sono necessari incentivi da parte dell’azienda, come rimborsi per il carburante o la ricarica e benefit speciali per il lavoratore coinvolto nel PSCL dell’impresa.

Noleggio a medio e lungo termine

Entrambe le opzioni si possono integrare con il noleggio di auto aziendali, un servizio che permette di far fronte alle necessità di mobilità dell’impresa e dei dipendenti. Con il noleggio a lungo termine è possibile costruire una flotta green ed efficiente, ottimizzando i costi e l’impatto ambientale legato agli spostamenti aziendali.

Per usufruire di una maggiore flessibilità si possono implementare soluzioni di noleggio a medio termine, per gestire in modo ottimale anche picchi di lavoro stagionali e personale in trasferta. Si tratta ad esempio di formule come il noleggio mensile, senza vincoli di durata e con un chilometraggio illimitato per garantire la massima versatilità.

Mobilità urbana e micromobilità

La mobilità urbana è un contesto particolarmente complesso da affrontare per il fleet manager, in quanto è proprio in città che si concentrano le difficoltà maggiori e le principali restrizioni alla circolazione stradale. In questo caso servono soluzioni dedicate per una mobilità urbana integrata, ecosostenibile e comoda, per agevolare gli spostamenti dei dipendenti senza compromettere il business aziendale.

Un’opzione ideale è il noleggio integrato di un’auto termica o elettrica con un veicolo per la micromobilità, per armonizzare gli spostamenti extraurbani con la copertura dell’ultimo miglio. Basta abbinare un veicolo tradizionale con un monopattino elettrico o una eBike, oppure utilizzare per l’ultima parte dello spostamento una microcar elettrica a zero emissioni.

Mobilità elettrica integrata

Oggi è improrogabile pianificare il passaggio alla mobilità elettrica, per ridurre in modo significativo le emissioni inquinanti e abbassare l’impronta ecologica dell’azienda. Con il noleggio a lungo termine i fleet manager e i mobility manager possono introdurre la mobilità elettrica integrata nelle imprese, con pacchetti personalizzati che includono non solo il noleggio dell’auto green ma anche di servizi di supporto e strumenti per la ricarica.

In questo modo è possibile semplificare la ricarica dei veicoli elettrici, senza investimenti elevati in prodotti e servizi che hanno un ciclo di vita breve a causa della velocità dell’innovazione tecnologica in questo settore. Inoltre, si possono minimizzare i disagi legati alle limitazioni dei veicoli elettrici, usufruendo quando necessario di una vettura endotermica subito a disposizione.

Come diventare fleet manager: studi e requisiti professionali

In passato, il ruolo del fleet manager era spesso ricoperto da persone cresciute all’interno dell’azienda, in possesso di capacità professionali affini ma non specifiche. Oggi è necessario intraprendere un cammino dedicato, sebbene trattandosi di una figura nuova non esistono ancora dei percorsi di studi ufficiali e riconosciuti.

Per diventare fleet manager alcune facoltà universitarie, aziende e associazioni propongono corsi di specializzazione, riservati a chi vuole svolgere la professione del fleet & mobility manager. In molti casi prevedono una durata limitata, fino a qualche mese al massimo, ma dipende dalle responsabilità che si dovranno assumere, dalle dimensioni dell’azienda e dalle richieste dell’impresa.

Ovviamente non basta conoscere alcune nozioni di base in merito alla gestione delle flotte aziendali, ma è fondamentale approfondire concetti complessi di amministrazione, mobilità, logistica, telematica, analisi e pianificazione aziendale. Si tratta di un lavoro complesso ma gratificante e ben retribuito, la cui importanza e richiesta è destinata ad aumentare nei prossimi anni.

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Pubblicato il 20 aprile 2022
20 aprile 2022
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