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Documento Unico di Circolazione (DU) obbligatorio

Tempo di lettura 5 minConducenti
Il nuovo Documento Unico di circolazione e di proprietà è diventato obbligatorio, con vantaggi importanti per gli automobilisti.
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Dal 1° ottobre 2021 il DUC è diventato obbligatorio

Documento Unico di Circolazione (DU): le ultime notizie

Il Documento Unico di circolazione e di proprietà è un certificato che integra al suo interno la carta di circolazione e il certificato di proprietà del veicolo, consentendo a tutti gli automobilisti di avere un solo documento invece di due separati. Ecco bisogna sapere e le ultime novità sul DUC obbligatorio.

Documento Unico di circolazione: la proroga è scaduta

Con il decreto legislativo n. 98 del 29 maggio 2017 è stata introdotta un’importante novità, il Documento Unico di circolazione e di proprietà (DUC). Si tratta di un progetto che segue il programma di semplificazione amministrativa, secondo quanto previsto per il settore automobilistico e la Pubblica Amministrazione. 

Il Documento unico è entrato in vigore da maggio 2020, sostituendo la carta di circolazione e il certificato di proprietà, tuttavia i documenti nuovi e vecchi dell’auto potevano ancora coesistere. Mancava infatti l’obbligatorietà del DUC, quindi gli enti che non erano in grado di attrezzarsi tecnologicamente potevano continuare a rilasciare il certificato cartaceo. 

Il passaggio definitivo al DUC, il Documento Unico di circolazione e di proprietà, è stato dunque rinviato più volte, per concedere il tempo agli uffici automobilistici di aggiornarsi. L’ultima proroga era stata fissata al primo ottobre 2021, allungando la scadenza precedentemente stabilita al 30 giugno 2021. 

Novità sul Documento Unico di circolazione

L’11 novembre 2017 era stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il DM del 23/10/2017, una normativa introdotta dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili che semplifica la gestione amministrativa dei veicoli, grazie all’introduzione del DUC. Dopo il primo via libera avvenuto il 1° gennaio 2018, slittato successivamente al gennaio del 2019, è arrivata la prima proroga richiesta dalle associazioni di categoria.

In particolare, Unrae, Unasca Assilea, Federauto, Anfia e Aniasa avevano indicato al governo una serie di problematiche, annunciando l’impossibilità di rispettare la precedente scadenza fissata per il 31 marzo 2021. La criticità principale riguardava la compatibilità tra i vari sistemi informatici di comunicazione, per armonizzare le banche dati relative alle pratiche auto

La richiesta di 6 mesi di proroga è stata concessa dal governo in forma ridotta, infatti l’ultimo decreto sul documento unico di circolazione e di proprietà del Consiglio dei Ministri (DL n.10 del 31/03/2021) prevede la posticipazione di 3 mesi. Di fatto, l’entrata in vigore del DUC è stata confermata per il 1° ottobre 2021

A partire da questa data viene rilasciato appena il Documento Unico in caso di deterioramento, smarrimento o furto della Carta di circolazione e del Certificato di proprietà. In questo modo, a parte alcune eccezioni (minivolture e veicoli d’interesse storico), ad ogni pratica auto si effettua il passaggio al certificato virtuale dell’auto al posto del vecchio cartaceo. 

Cosa cambia dal 1° ottobre 2021 con il nuovo DUC

Con l’accorpamento dei due certificati, quello di proprietà e la carta di circolazione, dal 1° ottobre 2021 è possibile pagare soltanto due bolli, invece dei 4 previsti oggi. Si tratta di una riduzione considerevole degli oneri fiscali, con un importo che scende da 64 a 32 euro per garantire un buon risparmio agli automobilisti.

Un’altra importante novità riguarda l’aggiornamento del libretto di circolazione, il quale viene effettuato attraverso una procedura semplificata per gestire in maniera più snella le comunicazioni con l’ACI, la Motorizzazione Civile e il PRA, il Pubblico Registro Automobilistico.

È necessario sostituire i vecchi libretti dell’auto?

Fortunatamente non bisogna cambiare la carta di circolazione in proprio possesso, infatti la norma vale soltanto per le nuove immatricolazioni, oppure per i veicoli soggetti a un’operazione di pratiche auto, come il passaggio di proprietà o la richiesta di aggiornamento del documento dell’auto.

Dunque, è possibile continuare a guidare con i vecchi documenti, i quali andranno necessariamente sostituiti con il nuovo Documento Unico di circolazione alla prima operazione. Ciò vale per qualsiasi procedimento realizzato presso il PRA, l’ACI, la Motorizzazione Civile e gli Sportelli Telematici dell’Automobilista (STA). 

Come funziona il Documento Unico di Circolazione e Proprietà

Il Documento unico di circolazione e di proprietà è un certificato che integra la carta di circolazione e il certificato di proprietà del veicolo, consentendo a tutti gli automobilisti di avere un solo documento invece di due certificati separati. Il certificato di proprietà viene rilasciato dal PRA, che dal 5 ottobre 2015 ha sostituito il formato cartaceo con quello digitale, denominandolo CDPD, Certificato Di Proprietà Digitale.

Il CDPD può essere consultato telematicamente, attraverso il sito web ufficiale del PRA oppure con una lettura del QR Code, direttamente con la fotocamera del proprio smartphone. Si tratta di un documento che fornisce informazioni sui proprietari del veicolo, comprese eventuali situazioni particolari come i fermi amministrativi e le ipoteche. 

L’altro certificato incluso nel DUC è la carta di circolazione, un documento rilasciato dalla Motorizzazione Civile al momento dell’immatricolazione del mezzo. All’interno della carta sono contenuti tutti i dati del veicolo, tra cui la targa, il modello, l’omologazione, l’indice di carico, la velocità massima, le emissioni di CO2 e le informazioni sul proprietario. 

Il Documento unico di circolazione e di proprietà sostituisce quindi entrambi i certificati, con una tariffa unica di 29 euro, oltre a un costo ridotto da 64 a 32 euro per il dimezzamento dei bolli auto. Il documento è disponibile solo in formato virtuale, accessibile tramite app, online o scansionando il QR Code dalla fotocamera del proprio smartphone. 

Vantaggi per gli automobilisti con l’introduzione del DUC

La sostituzione della carta di circolazione e del certificato di proprietà con il DUC offre diversi vantaggi per gli automobilisti, sia di natura economica che burocratica:

  • costo dimezzato del bollo auto, quindi si pagherà di fatto la metà dei costi attualmente previsti, 32 euro contro 64 euro;
  • tariffa PRA agevolata, scesa da 27 a 20 euro, per l’iscrizione del mezzo all’ACI oppure per la sua trascrizione;
  • nuova tariffa scontata per il passaggio di proprietà, che passa da 100 a circa 61 euro;
  • gestione più snella della burocrazia, sia per l’unificazione dei certificati, sia per la nuova procedura digitale di aggiornamento del DUC, che farà risparmiare tempo prezioso per l’adempimento degli obblighi amministrativi.

Come richiedere il Documento Unico di circolazione?

Per ottenere il Documento Unico di circolazione è necessario:

  1. scaricare un apposito modulo, disponibile presso il sito web ufficiale dell’ACI, obbligatorio per le nuove immatricolazioni, i passaggi di proprietà e le modifiche al vecchio certificato di proprietà. All’interno bisogna inserire alcuni dati personali, come il proprio nome e cognome, il luogo e la data di nascita, l’indirizzo di residenza e la cittadinanza;
  2. dichiarare il proprio rapporto con il veicolo (proprietario, usufruttuario, rappresentante legale, locatario, acquirente o creditore);
  3. fornire tutti i dati del mezzo, come la targa, la data d’immatricolazione, l’ultima revisione auto, la licenza SCIA e l’anno di costruzione, indicare il valore commerciale, eventuali esenzioni dagli oneri fiscali e amministrativi;
  4. inserire i dati personali della persona che effettua la richiesta, comprese le generalità dei conducenti.

Nonostante in una prima versione della normativa ci fosse l’obbligo di specificare ulteriori guidatori del mezzo, nell’ultima versione del decreto tale voce è stata eliminata. In questo modo è necessario indicare nel Documento Unico del veicolo soltanto i conducenti non familiari, un aspetto tipico ad esempio nelle auto aziendali, altrimenti si rischia una sanzione.

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Pubblicato il 18 gennaio 2022

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