Auto ferma da tanto tempo: consigli per proteggerla

14 aprile 2020

Auto ferma per Emergenza Covid-19, cosa fare per evitare sorprese

Da circa un mese, la quarantena obbligatoria per contenere la diffusione del nuovo Coronavirus ci costringe a stare a casa. Una situazione spiacevole e difficile ma necessaria. Nonostante le numerose restrizioni, è ancora possibile uscire per motivi essenziali, come ad esempio fare la spesa, andare a lavoro o altre urgenze, rispettando le regole per gli spostamenti previste dal nuovo DPCM.

In queste condizioni, però, la macchina rimane ferma per molto tempo, spesso una settimana o anche un mese nel caso non serva per andare al supermercato. Per evitare brutte sorprese è fondamentale tenerla in perfetto ordine, eseguendo alcuni interventi di manutenzione per proteggerla e garantirne il perfetto funzionamento in caso di emergenza o quando si torneranno a svolgere le normali attività quotidiane, come si faceva prima dell’arrivo del Covd-19.
Ecco alcuni consigli utili.

Manutenzione della batteria dell’auto inutilizzata

L’elemento più delicato con l’auto ferma, parcheggiata in strada o in garage, è senza dubbio la batteria. Quando non si adopera la macchina per molto tempo, la batteria subisce una dispersione di corrente minima ma costante, perciò con il tempo tenderà a scaricarsi completamente.

Il rischio è andare a prendere la vettura e scoprire che la batteria è scarica, rendendo impossibile utilizzare il veicolo per raggiugere la propria destinazione. Al di là dell’inconveniente, in alcune circostanze può essere indispensabile usare la macchina, ad esempio per andare in ospedale a causa di un malore o prestare assistenza a un parente in difficoltà.

Per evitare disagi è fondamentale effettuare una corretta manutenzione della batteria dell’auto inutilizzata. In questo caso è possibile semplicemente **staccare i cavi **di alimentazione, per interrompere la dispersione, oppure attaccare la batteria a un mantenitore di carica. Si tratta di un dispositivo automatico, che quando rileva una diminuzione della carica al di sotto di certi limiti entra in funzione e ripristina l’energia consumata.

Manutenzione degli pneumatici dell’auto ferma

Oltre alla batteria è essenziale prendersi cura delle gomme, le quali dopo un lungo periodo di inattività potrebbero sgonfiarsi e non essere performanti.

Ancora peggio, con l’auto ferma da un mese gli pneumatici si possono ovalizzare, perdendo la loro forma originale e non garantendo più gli stessi standard di sicurezza. Ovviamente non bisogna smontare le gomme e mettere la vettura sui cavalletti, basta adottare alcuni accorgimenti.

Ad esempio, è importante gonfiare gli pneumatici appena si rimette in moto la vettura, oppure cercare di spostare la macchina dalla sua posizione almeno una volta a settimana. Allo stesso modo, prima di lasciare l’auto ferma è consigliabile controllare la pressione delle gomme, poiché un valore troppo basso può accentuare la deformazione naturale degli pneumatici.

Altri controlli da fare con l’auto ferma

Sicuramente la batteria e le gomme sono le componenti principali da tenere d’occhio, con l’auto ferma da una settimana o per più tempo. Tuttavia, è importante eseguire anche altri piccoli interventi di manutenzione, affinché la vettura rimanga in perfetto stato e sempre pronta all’uso. Ad esempio, non andrebbe mai lasciata con il serbatoio vuoto, ma nemmeno con il carburante al massimo, optando per il classico mezzo pieno.

Spesso si sente dire di mettere in moto l’auto ogni tanto, al contrario si tratta di una pratica quantomeno inutile, specialmente se si avvia il motore per pochi minuti e si spenge subito senza camminare un po’. Potendo è preferibile percorrere alcuni chilometri con la, per almeno una durata di 10 minuti. In questo modo non si rovina la batteria e non si rischia di ingolfare il propulsore o gli iniettori.

Per scongiurare brutte sorprese è opportuno dare un’occhiata all’auto ferma, più o meno una volta alla settimana, effettuando se possibile dei controlli veloci delle gomme, della batteria e dello stato generale del veicolo. Ciò permette di stare tranquilli, sapendo che all’occorrenza il mezzo sarà sempre pronto, senza il rischio di rimanere a piedi nel momento del bisogno.

Covid-19: come far ripartire l’auto ferma da tanto tempo

Nella peggiore delle ipotesi, dopo un certo periodo di tempo passato a casa per l’epidemia di Covid-19 ci si accorge che l’auto non parte. In questo caso probabilmente è la batteria scarica, quindi basta avere un generatore di emergenza e dei cavetti. Se la macchina è inutilizzata da poco si metterà subito in moto, altrimenti ci potrebbe volere un po’, dunque bisogna soltanto lasciare la batteria in carica e attendere alcuni minuti.

Qualora non dovesse proprio ripartire, allora la batteria potrebbe essere da cambiare, perciò è necessario recarsi presso un negozio specializzato, un benzinaio o un elettrauto. Se il periodo di inattività è lungo, ad esempio superiore a un mese, ci potrebbero essere dei problemi alle candelette, alla pompa del carburante o addirittura al motorino di avviamento. Le spie di solito aiutano a capire di cosa si tratta, così come la presenza o meno di rumori da parte del quadro e del motore.

Nei casi più gravi può essere necessario contattare il soccorso stradale e far rimorchiare l’auto in officina, altrimenti con alcuni interventi di pulizia delle candelette, del filtro del combustibile o la sostituzione della batteria si dovrebbe risolvere anche da soli. Per questo motivo è utile verificare una volta alla settimana la macchina, controllare l’acqua, l’olio, la batteria e la pressione delle gomme, usare il veicolo ogni tanto e avere sempre a portata di mano il numero di uno specialista.

Nel caso in cui tua vettura fosse in noleggio a lungo termine, ti basterà contattare la società di noleggio. Con LeasePlan, ad esempio, qualsiasi intervento di manutenzione è compreso nel canone mensile.

Auto elettrica ferma per il Coronavirus: cosa fare

Un discorso a parte meritano le auto elettriche, veicoli ecologici sempre più diffusi anche in Italia. Le macchine green sono alimentate da un motore elettrico, con un sistema di immagazzinamento dell’energia tramite apposite batterie.

A seconda del modello bisogna evitare di lasciarle in carica, infatti una volta raggiunta l’autonomia massima andrebbe staccato il cavo di ricarica dall’attacco delle batterie.

Ciò evita pericolosi surriscaldamenti e il rischio di cortocircuiti, preservando anche questi componenti così cari da eventuali danneggiamenti. Nelle vetture con sistema di controllo a distanza, ad esempio come quello della Nissan Leaf elettrica, è utile regolare la carica su un valore medio, mentre con modelli come la Tesla viene indicato di lasciare l’auto collegata alla rete elettrica, per garantire il funzionamento del sistema di raffreddamento delle batterie.

La soluzione migliore è verificare i suggerimenti del costruttore, rispettando alla lettera le informazioni contenute all’interno del manuale di uso e manutenzione del veicolo ecologico. Ciò vale anche per le macchine ibride, soprattutto per le versioni plug-in, mentre per i veicoli GPL e a gas metano valgono le stesse raccomandazioni previste per le vetture a benzina e diesel.

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