Cintura di sicurezza: il miglior sistema di protezione compie 30 anni

26 settembre 2018

La mobilità green incontra la sicurezza stradale al Safety & Electric Mobility Expo di Roma

Quando si pensa alla sicurezza alla guida in pochi prendono in considerazione le cinture di sicurezza dell’auto, un sistema di protezione dato per scontato, ma che in realtà è una conquista moderna, che oggi compie appena 50 anni dalla sua invenzione e 30 anni dall’entrata in vigore dell’obbligo d’utilizzo in Italia. Una scoperta straordinaria quella delle cinture di sicurezza, che ha permesso di salvare migliaia di vite umane e di ridurre drasticamente le conseguenze degli incidenti stradali.

Eppure, la diffusione di questo sistema per una guida più sicura è stata accompagnata da numerose critiche, rivolte sia dalle case automobilistiche che hanno dovuto modificare tutti i loro modelli, che dai guidatori stessi. La convinzione che la guida alle basse velocità rendesse superfluo l’uso delle cinture di sicurezza è stato un concetto difficile da estirpare, tuttavia oggi la maggior parte delle persone è cosciente dell’importanza di rispettare il Codice della Strada e allacciare sempre le cinture di sicurezza anteriori e posteriori.

cinturadisicurezza

La nascita delle cinture di sicurezza nel 1959: Nils Bohlin e Volvo

La progettazione e la realizzazione delle prime cinture di sicurezza si deve all’ingegnere aeronautico Nils Bohlin, una persona di grande estro e capacità nata in Svezia nel 1920. Bohlin ha lavorato diversi anni per la Volvo, per la quale nel 1959 ha sviluppato il primo sistema al mondo che prevedesse l’utilizzo delle cinture di sicurezza anteriori a tre punti. Il progettista svedese non era nuovo a sistemi del genere, infatti aveva già lavorato in ambito aeronautico ai sedili eiettabili per i piloti.

Per questo motivo aveva studiato a fondo le conseguenze delle decelerazioni improvvise sul corpo umano, in particolare i danni fisici che i cambiamenti repentini della forza di gravità possono causare al nostro organismo. Passato alla Volvo, Bohlin sviluppò una serie di soluzioni innovative per ridurre le conseguenze dell’impatto e delle decelerazioni negli incidenti stradali, tra cui uno sterzo che potesse auto-collassare, un cruscotto imbottito che aprirà la strada alla progettazione dei moderni airbag e appunto le cinture di sicurezza.

Ovviamente esisteva già un sistema del genere, tuttavia era composto da delle cinte diagonali, che rappresentavano una forte minaccia per l’incolumità del guidatore nei sinistri stradali. Le vecchie cinture infatti comprimevano il torace causando spesso lesioni anche gravi, di cui uno stesso parente di Bohlin fu vittima qualche anno prima della sua esperienza alla Volvo. Il progettista svedese sviluppò invece un sistema di ritenuta che permetteva di distribuire uniformemente la spinta sul corpo, tramite l’adozione delle cosiddette cinture a “V”.

Nel 1958 Bohlin brevettò le sue nuove cinture di sicurezza a tre punti, che offrivano un supporto tanto nella parte superiore del corpo quanto in quella inferiore, una soluzione ingegnosa utilizzata ancora oggi di serie su tutte le auto circolanti nel mondo. Naturalmente la tecnologia ha permesso di migliorare l’invenzione di Bohlin, ad esempio attraverso l’introduzione dei pretensionatori, ma al progettista svedese si deve sicuramente gran parte del merito per le migliaia di vite salvate negli anni dalle cinture di sicurezza.

Le cinture di sicurezza in Italia: obbligatorie a partire dal 1988

Se oggi allacciare le cinture di sicurezza posteriori e anteriori è ormai un’abitudine del tutto automatica, anche grazie ai moderni sistemi montati sulle auto moderne, che tramite segnali acustici obbligano gli automobilisti a utilizzarle correttamente, si tratta di una soluzione diventata obbligatoria soltanto 30 anni fa. Esattamente l’obbligo delle cinture di sicurezza è entrato in vigore nel 1988, con la legge n.111 del 18/03/1988.

La normativa però concedeva fino a 12 mesi alle case automobilistiche per mettere in regola i propri veicoli, inoltre riguardava soltanto i passeggeri seduti sui sedili anteriori e non su quelli posteriori. Tale passaggio diventò obbligatorio in Italia soltanto nel 2003, mettendo fine a una serie di eccezioni legate ad alcuni modelli antecedenti il 1978. Tuttavia, per convincere gli italiani dell’utilità delle cinture di sicurezza ci volle molto tempo, specialmente per quanto riguarda la guida in città.

La maggior parte degli automobilisti considerava infatti sicura la guida cittadina alle basse velocità, non prendendo in considerazione che già un incidente a una velocità di appena 50 Km/h crea una decelerazione di 100 g, ovvero 100 volte la forza di gravità. È come se il nostro corpo in quel momento arrivasse a pesare 100 volte in più il peso corporeo normale, moltiplicando esponenzialmente i danni causati dall’impatto.

Secondo alcuni dati statistici le cinture di sicurezza hanno permesso di salvare il 30% delle vite umane, che altrimenti sarebbero decedute in seguito a incidenti stradali. Numeri altissimi, che non considerano neanche la commistione delle cinture con sistemi come gli airbag. Complessivamente i sistemi di sicurezza integrati sono responsabili per aver ridotto di oltre il 50% le vittime stradali negli ultimi anni, proteggendo il corpo sia dalle decelerazioni che dall’impatto con il cruscotto e il volante.

La sicurezza stradale oggi sta facendo passi da gigante, grazie alla scoperta di nuovi materiali autodeformanti per la scocca, di airbag sempre più efficienti e di sistemi di sicurezza intelligenti che aiutano a prevedere e limitare gli incidenti stradali. Tuttavia, poche invenzioni nella storia dell’automobile hanno avuto l’impatto delle cinture di sicurezza, una scoperta sensazionale che dobbiamo all’attenzione dedicata dal Nils Bohlin 50 anni fa al tema della sicurezza stradale.

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