Il futuro della mobilità all'European mobility week 2018

6 novembre 2018

Mobilità sostenibile: prospettive e obiettivi a lungo termine della UE

Tra gli obiettivi dichiarati dell’Unione Europea c’è sempre stata la lotta all’inquinamento atmosferico e ambientale, specialmente quello che riguarda le metropoli e le aree urbane. Oltre alle normative di legge, ai regolamenti e alle direttive, la UE è impegnata ogni anno nell’organizzazione di eventi volti a promuovere iniziative legate alla mobilità sostenibile, in quanto il trasporto privato è ancora una delle principali fonti d’inquinamento e di immissione nell’atmosfera di CO2.

Una delle manifestazioni più importanti è la European Mobility Week, giunta nel 2018 alla sua 17° edizione. Quest’anno l’evento si è svolto **dal 16 al 22 settembre **e ha coinvolto tutti i protagonisti del settore, dai cittadini alle case automobilistiche, dalle istituzioni nazionali ed europee fino agli enti locali e alle aziende del trasporto pubblico e privato. Diversi gli appuntamenti in programma, dalle escursioni in bicicletta alle chiusure al traffico di alcune zone delle città coinvolte.

Settimana Europea della Mobilità 2018: i partecipanti

L’ultima edizione dell’evento, votato a promuovere una mobilità più ecosostenibile, ha visto un aumento considerevole dei partecipanti, con iniziative che hanno coinvolto ben 54 Paesi di tutto il mondo, non soltanto europei. Ad esempio, manifestazioni importanti si sono tenute negli Stati Uniti, in Turchia, nel Regno Unito, in Sud Africa, in Russia, in Perù, in Mongolia e in Giappone.

Tra i Paesi europei che hanno visto una maggiore partecipazione del numero di città ci sono state l’Austria, oltre 559 eventi in altrettanti centri cittadini, la Spagna, 473 città, l’Ungheria, 267, la Polonia, 160 e l’Italia, 101 tra capoluoghi e piccole città.

Le attività sono state di tipo didattico e formativo, incentrate su iniziative rivolte a una migliore accessibilità per chi si sposta in bicicletta e a piedi, chiusure dei centri storici al traffico e incontri con la popolazione e le aziende del trasporto pubblico e privato, per trovare soluzioni che possano promuovere la mobilità ecosostenibile, oggetto di grande interesse anche tra i consumatori.

Ovviamente la grande protagonista dell’evento in tutti i Paesi del mondo coinvolti è stata l’auto elettrica, una forma di trasporto pulita a emissioni zero, che nonostante il boom degli ultimi anni rappresenta ancora soltanto una quota marginale dell’intero mercato auto europeo. La diffusione capillare delle macchine elettriche in commercio rappresenta infatti una soluzione valida per contrastare l’inquinamento atmosferico delle nostre metropoli, che ogni anno comporta costi legati alla salute stimati in oltre 100 miliardi di euro.

European Mobility Week: obiettivi della UE per la mobilità sostenibile

Lo scopo principale della** Settimana Europea della Mobilità 2018** è stata la promozione verso i cittadini di forme di mobilità alternative all’auto, attraverso programmi mirati a un maggiore coinvolgimento delle persone verso l’utilizzo delle biciclette, dei servizi di car sharing e del trasporto pubblico. Tema centrale è stata la multimodalità, ovvero l’uso di mezzi differenti in maniera sinergica per abbattere le emissioni nocive nell’atmosfera.

Infatti, gli obiettivi di mobilità dichiarati della UE sono piuttosto ambiziosi, poiché prevedono un passaggio netto verso le auto green entro il 2030, con un’ampia diffusione in tutte le principali metropoli europee, mentre per il 2050 ci sarà il cosiddetto switch verso le auto eco-friendly, con l’abbandono dal mercato delle macchine ad alimentazione tradizionale a benzina, gas e diesel.

Tuttavia, molti rappresentanti dei vari Paesi nazionali vorrebbero un inasprimento degli emendamenti che riguardano i tagli alle emissioni, presenti nel testo presentato dall’esecutivo guidato da Juncker, passando dal 15 al 20% entro il 2025 e dal 30 al 45% entro il 2030. Lo stesso vale per la vendita di macchine elettriche e ibride, attualmente incisiva soltanto in alcuni Paesi del Nord Europa come la Norvegia, dove rappresentano ormai il 50% delle nuove immatricolazioni.

All’interno della UE si sta discutendo in questi giorni su un possibile ritocco degli obiettivi di mercato, con una quota complessiva delle auto elettriche che potrebbe essere individuata al 20% entro il 2025, per arrivare al 40% nel 2030. Ovviamente si tratta di previsioni, tuttavia la pressione sulle case automobilistiche e i governi nazionali comporterà un aumento degli investimenti, necessari per proporre modelli sempre più performanti, stimolare le vendite attraverso gli incentivi e migliorare l’infrastruttura stradale e la diffusione delle colonnine di ricarica di ultima generazione.

L’Italia alla European Mobility Week 2018

Quella dell’Italia è stata una delle presenze più nutrite alla 17° edizione della Settimana Europea della Mobilità, che ha visto la partecipazione di oltre 101 città tra cui capoluoghi come Roma, Genova, Milano e Napoli ma soprattutto delle piccole e medie città. Quest’ultime sono il vero cuore dell’iniziativa, poiché spingono fortemente per una mobilità più ecologica e per l’integrazione tra il trasporto pubblico, le auto elettriche e ibride e i mezzi alternativi come la bicicletta.

Moltissimi centri hanno aderito alla chiusura al traffico di alcune zone cittadine tramite il programma Car Free Day, oppure hanno organizzato manifestazioni ed escursioni in bicicletta per le vie del centro, con un’affluenza di pubblico in netto aumento rispetto alla scorsa edizione, un dato che mostra chiaramente la propensione dei cittadini al cambiamento. Ciò è fondamentale per spingere sulla multimodalità dei trasporti, ma è necessario investire nelle infrastrutture e incentivare le aziende del settore dell’Automotive e le amministrazioni locali a proporre soluzioni sempre più green.

Le nuove auto elettriche in arrivo nei prossimi anni

La sfida lanciata dall’European Mobility Week 2018 passerà obbligatoriamente per la diffusione delle auto green, elettriche e ibride in Europa. Per farlo le case automobilistiche sono impegnate da anni negli investimenti in ricerca e sviluppo, per offrire ai cittadini veicoli sempre più performanti a un prezzo competitivo e quanto più possibile accessibile a tutti.

Ad esempio, la BMW ha affermato che farà uscire sul mercato 25 nuovi modelli di macchine elettriche e ibride entro il 2025, inoltre investirà oltre 200 milioni di euro per sviluppare batterie di ultima generazione, in grado di fornire una maggiore autonomia.

Anche la Fiat, nonostante una partenza in netto ritardo rispetto alle altre aziende, dovuta principalmente alla concentrazione sui modelli a metano e GPL, ha annunciato che investirà oltre 9 miliardi di euro fino al 2022 per l’elettrificazione della sua flotta. Nel piano industriale c’è anche il progressivo abbandono delle auto diesel, un obiettivo da raggiungere entro il 2050.

La protagonista sarà tuttavia la Jeep, con circa 14 nuovi modelli elettrici e ibridi che arriveranno entro il 2022, ma sono attese anche le versioni green della 500X e della 500L, della Maserati e ben 6 modelli ibridi ed elettrici dell’Alfa Romeo.

La Toyota vanta già una forte presenza per quanto riguarda le auto elettriche in commercio, con una delle gamme più ampie e articolate del settore. Allo stesso tempo ha confermato l’uscita di altri 10 veicoli entro il 2020 completamenti elettrici. La casa giapponese partirà come di consuetudine con il mercato cinese, per poi passare al Giappone, all’Europa e agli Stati Uniti. La Cina infatti è il Paese più interessante per le green car, con una crescita nei primi 3 mesi del 2018 del 72% e un 2017 chiuso con oltre 580 mila nuove immatricolazioni.

Prospettive per i prossimi anni

La Settimana Europea della Mobilità ha voluto ribadire la necessità di sostenere le case automobilistiche, le amministrazioni locali e le aziende del trasporto pubblico e privato nella trasformazione della mobilità verso un modello più ecosostenibile. In particolare, è emersa l’urgenza di, che favorisca l’utilizzo di veicoli adeguati al tipo di percorso, integrando perfettamente auto elettriche, ibride, trasporto pubblico e biciclette per una riduzione significativa delle emissioni atmosferiche inquinanti entro il 2030.

Tale sforzo dovrà vedere la partecipazione di tutti gli attori, sia privati che istituzionali. Per il momento il mercato delle auto elettriche è ancora marginale, spinto soprattutto dalle immatricolazioni avvenute in alcuni Paesi, oltre a quelle relative ai servizi di noleggio a lungo termine e alle flotte aziendali, che da alcuni anni hanno deciso di puntare sempre di più sulle auto green. Sarà necessaria invece un’accelerazione di questo processo di trasformazione, con l’ausilio di ingenti investimenti pubblici volti a sostenere l’industria, i privati, le amministrazioni locali e le aziende di trasporto.

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