Nuovo Codice della Strada: tutte le novità del 2019

19 giugno 2019

Riforma del Codice della Strada: tutte le novità in arrivo nel 2019

Il Codice della Strada è un testo normativo fondamentale, con cui vengono individuati gli obblighi da rispettare durante la guida. In questi giorni in Parlamento si sta discutendo del nuovo Codice della Strada 2019, una riforma complessa che porterà a breve diverse novità, in attesa del doppio passaggio al Senato e alla Camera, che dovrebbe terminare ai primi di giugno. Tra le modifiche più sostanziali dovrebbero essere confermati l’inasprimento dei provvedimenti per chi guida con il cellulare, l’aumento dei limiti di velocità e l’accesso in autostrada con moto e scooter 125cc.

Guida con cellulare nel 2019: cosa si rischierà?

La diffusione dei dispositivi mobili sta rendendo sempre più semplice la nostra vita, tuttavia essere connessi in ogni momento comporta anche dei rischi. Secondo le statistiche del centro ricerche dell’ACI, soltanto l’8% degli incidenti mortali avviene in autostrada, mentre ben il 37% nelle aree urbane e il 55% nelle zone rurali, causati soprattutto dall’alta velocità, dalla guida in stato di ebbrezza e dalla distrazione alla guida. Uno dei fattori di rischio è relazionato dunque agli apparecchi elettronici, che causano una perdita di attenzione spesso fatale per i guidatori e gli altri utenti della strada.

Per questo motivo il nuovo Codice della Strada, salvo modifiche dell’ultima ora, dovrebbe inasprire le sanzioni per chi usa il cellulare alla guida, che al momento vanno da 161 a 647 euro, più la decurtazione di 5 punti dalla patente di guida. Con il nuovo pacchetto normativo l’ammenda dovrebbe partire invece da 422 euro, per arrivare fino a un massimo di 1.697 euro, con la sospensione diretta della patente da una settimana a 30 giorni, mentre per i casi di recidiva aumenterà fino a 3 mesi.

Scooter e moto 125cc potranno forse viaggiare anche in autostrada

Una delle novità del Codice della Strada 2019 dovrebbe riguardare scooter e moto 125cc, ovvero ciclomotori dotati di un propulsore di 125 centimetri cubici. Attualmente questi mezzi devono sottostare a varie limitazioni, tra cui l’impossibilità di accedere ad autostrade e a strade extraurbane ad alto scorrimento. Tuttavia, sono già diversi anni che i possessori di questi veicoli chiedono una modifica del quadro normativo, per allineare le disposizioni italiane a quelle degli altri paesi europei, la maggior parte dei quali non prevede alcuna limitazione.

Qualora dovesse essere confermato nel doppio passaggio parlamentare, tra pochi mesi sarà quindi possibile anche in Italia guidare moto e scooter 125cc in autostrade e strade extraurbane, una decisione che potrebbe finalmente accogliere una richiesta decennale. Unica limitazione dovrebbe essere la presenza di un conducente maggiorenne, altrimenti cesserebbe l’autorizzazione e varrebbero i vecchi limiti imposti dal Codice della Strada. Si tratta di un provvedimento importante, soprattutto per chi ogni giorno deve allungare il percorso casa-lavoro per aggirare i divieti e trovare itinerari alternativi.

Codice della Strada 2019: possibile un aumento dei limiti in autostrada

Tra le norme più discusse del nuovo Codice della Strada c’è l’aumento dei limiti di velocità in autostrada, con una forte insistenza da parte di alcuni partiti politici verso tale misura. In particolare, è al vaglio una deroga per alcuni tratti autostradali, dove la velocità consentita potrebbe passare dagli attuali 130 Km/h fino a 150 Km/h. Ovviamente la novità non riguarderà tutte le strade ad alto scorrimento, ma soltanto alcuni punti che offrono condizioni adeguate a questa alterazione, per evitare di mettere in pericolo gli automobilisti aumentando il numero di sinistri.

Le caratteristiche tecniche da rispettare infatti saranno piuttosto stringenti, tra cui la presenza di almeno tre corsie di marcia più una di emergenza, la copertura del percorso autostradale da parte del sistema Tutor per il monitoraggio della velocità media, oltre all’installazione di asfalto di nuova generazione con elevate proprietà drenanti. In questo modo, gli unici punti idonei saranno alcuni tratti della A1 Milano-Napoli e dell’A4 Torino-Trieste in cui, se il nuovo CdS dovesse essere approvato senza modifiche, potrebbe partire già da giugno 2019 la sperimentazione con i limiti di velocità a 150 Km/h.

Altre novità in arrivo con il nuovo Codice della Strada 2019

Oltre alle misure principali, il Codice della Strada 2019 potrebbe introdurre molte altre novità. Ad esempio, è al vaglio delle Camere l’aggravio delle sanzioni per la guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti, specialmente per chi non si sottoporrà spontaneamente ai test, che potrebbero essere effettuati in appositi laboratori di analisi. Il solo rifiuto dei test comporterà una sanzione piuttosto salata, da 422 a 1.697 euro, più le condizioni previste dal vecchio CdS in caso di esito positivo, quindi multa da 527 a 2.108 euro e la sospensione della patente di guida da 3 a 6 mesi.

Un’altra novità riguarda l’occupazione di parcheggi riservati ai disabili, oppure il posteggio del veicolo sul marciapiede, comportamenti che potrebbero essere passibili di un’ammenda compresa tra 161 e 647 euro, rispetto a quanto previsto oggi (sanzione da 85 a 334 euro). È allo studio anche un’aggravante per chi parcheggia nelle aree riservate alla ricarica delle auto elettriche, che potrebbe aggiungere alla multa anche la decurtazione di 2 punti dalla patente di guida. In fase di analisi anche la creazione di parcheggi preferenziali per le donne in gravidanza, o con figli piccoli di età inferiore a 12 mesi, che potrebbero parcheggiare gratuitamente anche nelle fasce a blu a pagamento.

Altre norme che dovrebbero entrare nel nuovo Codice della Strada sono l’abuso d’ufficio, che potrebbe essere eliminato in caso di fermo e mancanza erogazione di una sanzione, la contestazione immediata delle multe, che potrebbero essere inoltrate direttamente per posta, l’aggravio dei provvedimenti per la sosta sul marciapiede di moto e scooter e la circolazione delle bici contromano. Quest’ultima disposizione dovrebbe essere lasciata alla discrezione delle amministrazioni locali, che potranno decidere se offrire o meno tale permesso all’interno del territorio di competenza, in base alle caratteristiche della mobilità locale.

Desideri informazioni su LeasePlan Italia? Clicca qui