La figura strategica del fleet & mobility manager: ruolo e competenze

4 settembre 2018

La gestione delle flotte aziendali è un processo particolarmente complesso, che rappresenta sia una delle principali fonti di inquinamento atmosferico nelle nostre città, sia una sfida quotidiana per il benessere dei lavoratori. Per occuparsi proprio di questi aspetti, nelle aziende di medie e grandi dimensioni sta emergendo una nuova figura professionale, quella del fleet & mobility manager aziendale.

Si tratta di un esperto con competenze in ambito di fleet management e in grado di studiare soluzioni di mobilità per i dipendenti della propria impresa. L’evoluzione di questa figura strategica nelle aziende è ormai un aspetto imprescindibile per guidare le imprese verso quei cambiamenti indispensabili tanto nella mobilità degli spostamenti casa-lavoro, quanto in quelli inerenti alle necessità lavorative.

fleetmanager

Mobilità aziendale: cosa prevedono le normative di legge

Se da un lato l’individuazione di nuove figure professionali all’interno delle aziende è un’esigenza non più prorogabile, dall’altro la legge indica con chiarezza quali sono gli obblighi ai quali ogni impresa di medie e grandi dimensioni deve attenersi. In particolare, il Decreto n.179 del 27/03/1998 del Ministero dell’Ambiente sancisce che le aziende con più di 300 dipendenti, oppure le imprese con oltre 800 lavoratori distribuiti nei Comuni interessati da problemi di inquinamento atmosferico, devono individuare un responsabile per la mobilità aziendale.

Tale persona deve occuparsi di gestire gli spostamenti casa-lavoro dei dipendenti, intervenendo nell’ottimizzazione degli orari lavorativi, nella gestione dei trasporti aziendali e privati e nella riduzione dell’uso dei mezzi di trasporto personali a favore di quelli collettivi. Allo stesso tempo anche le imprese con meno di 300 dipendenti non sono esenti da questi compiti, tuttavia possono appoggiarsi a strutture di supporto esterne e programmi pubblici presenti nel proprio Comune.

Ovviamente lo Stato ogni anno mette a disposizione dei fondi per aiutare le imprese a ridurre l’inquinamento atmosferico, dovuto all’utilizzo di autoveicoli privati da parte dei propri dipendenti e di mezzi di trasporto aziendali. Si tratta di finanziamenti regionali, nazionali e comunali che supportano le aziende nell’acquisto e nel noleggio di veicoli a ridotto impatto ambientale, nell’uso di sistemi di trasporto collettivo come taxi o servizi di car sharing e di soluzioni di multiproprietà.

L’evoluzione del fleet & mobility management negli ultimi anni

Quella del fleet & mobility manager è sicuramente una figura professionale nuova, resa necessaria dalle moderne esigenze di mobilità e dagli accordi internazionali sulla riduzione delle emissioni inquinanti.

Tuttavia, è già da diversi anni che le aziende si sono dotate di professionisti della mobilità, in particolare di figure come il fleet manager, l’esperto nella gestione delle flotte aziendali, il mobility manager, che si occupa delle esigenze di mobilità dei dipendenti e il travel manager, addetto alla gestione dei viaggi aziendali.

Se dopo l’ultima crisi economica questi ruoli erano andati leggermente in secondo piano, a causa della riduzione degli investimenti delle aziende nelle trasferte e negli impegni lavorativi fuori sede, oggi invece stanno tornando in forte auge. Con la ripresa dell’economia le aziende sono tornate a finanziare programmi di sviluppo e di formazione, aspetti che rendono necessario pensare strategicamente alla mobilità dei propri dipendenti.

In questo quadro, la soluzione ideale è quella dell’accentramento delle funzioni, poiché è indispensabile pensare alla mobilità aziendale non più settorialmente, ma con uno sguardo completo a 360°. La soluzione è l’individuazione di un fleet & mobility manager, una figura strategica che sappia ridurre allo stesso tempo le emissioni inquinanti derivanti dai trasporti aziendali e da quelli privati dei dipendenti aziendali. Per farlo è fondamentale avere capacità professionali in ambiti differenti, studiare soluzioni di mobilità flessibili e moderne, ma anche gestire la comunicazione all’interno dell’azienda. Il tutto deve essere svolto con il supporto delle moderne tecnologie, combinando diversi sistemi per riuscire a raggiungere i risultati fissati.

Fleet & mobility manager: quali competenze sono richieste dalle aziende

Le abilità necessarie per ricoprire questo ruolo sono sicuramente innumerevoli, infatti non si tratta di un ruolo adatto a chiunque, ma di una figura professionale sempre più specializzata. Attualmente in Italia si contano circa 750 mobility manager aziendali: un numero consistente, ma ancora lungi dall’obiettivo dichiarato delle istituzioni, che consiste nel dotare in pochi anni ogni azienda di medie e grandi dimensioni di un esperto nella mobilità aziendale.

Il compito principale del mobility manager è quello di gestire gli spostamenti casa-lavoro dei dipendenti, diminuendo l’utilizzo dei mezzi privati e ottimizzando quelli circolanti, organizzando gli orari lavorativi per evitare congestioni del traffico e offrendo soluzioni di mobilità alternative. Il lavoro deve essere svolto congiuntamente, tramite una mediazione tra le esigenze dei dipendenti, delle imprese e delle istituzioni locali e nazionali.

Inoltre, è importante che sia in grado di creare modelli computazionali di analisi e gestione dei dati, facendo simulazioni e sviluppando modelli per effettuare confronti e monitoraggi delle soluzioni da testare. In più, sono richieste capacità relazionali per gestire i rapporti con i fornitori di servizi, con i quali deve studiare sistemi integrati di supporto alla mobilità aziendale dei dipendenti. Tutto ciò si traduce in un lavoro costante, che si sviluppa e modifica nel tempo seguendo i risultati dei programmi attuati e le trasformazioni socio-economiche.

Le soluzioni più adottate dai fleet & mobility manager

Attualmente la maggior parte dei fleet & mobility manager adotta un approccio multisettoriale, utilizzando soluzioni integrate e flessibili per riuscire a rispondere a diverse esigenze contemporaneamente. Ad esempio, tra i servizi principali ci sono:

  • car sharing
  • noleggio a lungo termine
  • car pooling
  • noleggio a breve termine

Il car sharing aziendale è una soluzione di mobilità abbastanza recente, comparsa negli ultimi anni per aumentare l’efficienza delle flotte. L’obiettivo è ridurre l’inutilizzo dei mezzi di trasporto aziendali, ampliando il numero di dipendenti che ne hanno accesso attraverso sistemi di prenotazione delle vetture. Per farlo i fleet & mobility manager si avvalgono sempre di più di flotte miste, con veicoli elettrici per le brevi percorrenze, specialmente per gli spostamenti all’interno delle città e di autovetture diesel, ibride, a metano o a GPL per i tragitti di lungo raggio.

Il car pooling invece è una soluzione che cerca di diminuire l’uso di mezzi privati per gli spostamenti casa-lavoro, attraverso la condivisione sia di veicoli privati che aziendali. Ciò avviene ad esempio con la gestione delle esigenze personali dei dipendenti, alcuni dei quali mettono a disposizione le proprie auto per trasportare i lavoratori che vivono nelle vicinanze, incentivati da rimborsi del carburante e sostegni economici per il mantenimento del veicolo.

Entrambe le soluzioni sono integrate con i servizi di noleggio di auto aziendali, che permettono di far fronte alle necessità fisse legate ai trasporti dei dipendenti e di noleggio a breve termine. Quest’ultimo consente di risolvere picchi di lavoro, situazioni temporanee ed esigenze improvvise, grazie a programmi flessibili come FlexiPlan, il noleggio auto mensile senza vincoli di durata di LeasePlan riservato alle aziende e ai liberi professionisti.

Quello del fleet & mobility manager è un compito estremamente complesso, per questo motivo le aziende stanno cercando figure professionali sempre più specializzate nel settore. Tuttavia, si tratta di un lavoro estremamente gratificante e ben retribuito, che nei prossimi anni raggiungerà ancora maggiore visibilità e importanza all’interno delle aziende di medie e grandi dimensioni. La sfida è importante ma è ormai un’esigenza non più prorogabile, per rendere la mobilità aziendale un servizio efficiente e totalmente sostenibile.

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