Fleet Management: strategie di gestione e sfide del mercato

14 novembre 2018

Riduzione dei costi e sostenibilità: le sfide dei fleet manager di domani

Il settore legato ai veicoli aziendali sta cambiando rapidamente negli ultimi anni, per questo motivo i fleet manager saranno chiamati a un compito piuttosto arduo nell’immediato futuro. La gestione delle flotte aziendali (fleet management) è arrivata ormai a un punto di svolta epocale, con le imprese sempre più impegnate nella** riduzione delle emissioni nocive** di CO2 nell’atmosfera.

Se fino a qualche anno fa tale aspetto era decisamente marginale, oggi non è più così. A preoccupare sono soprattutto i costi e l’impatto ambientale dei veicoli aziendali e privati, fattori che saranno predominanti per il lavoro dei fleet manager di domani. Per assistere i nostri clienti nella scelta delle soluzioni migliori, noi di LeasePlan realizziamo regolarmente delle analisi di mercato per fornire un supporto importante e aiutare i professionisti a prendere le decisioni giuste, in linea con la propensione degli utenti e i cambiamenti imposti dalla modernità.

Le flotte aziendali in Europa nei prossimi anni

Secondo il nostro report The Future of Leasing, un’analisi dettagliata condotta su un campione di clienti e conducenti di 4 Paesi europei, tra cui Italia, Francia, Paesi Bassi e Regno Unito, oltre il 40% delle flotte aziendali subirà una netta crescita nei prossimi 3 anni. Tuttavia, se da un lato circa il 18% delle imprese integrerà nel proprio parco auto veicoli elettrici, oltre il 52% delle aziende non ha ancora preso una decisione definitiva.

Si tratta di un dato importante, soprattutto considerando che il 26% delle aziende non è sicura sull’implementazione del numero di veicoli aziendali, perciò potenzialmente la crescita del settore potrebbe interessare circa il 67% delle imprese. Inoltre, il 26% degli intervistati ha confermato che aumenterà l’esternalizzazione della gestione delle flotte aziendali, mentre il 32% non ha ancora deciso e il 4% lo ha già fatto.

L’alto livello di incertezza riguarda soprattutto alcuni aspetti, tra cui il mantenimento dei costi e la sostenibilità delle flotte aziendali. Ben il 40% dei clienti ritiene proprio i costi dei veicoli in leasing e in noleggio l’elemento determinante nella scelta delle auto aziendali dei prossimi anni, mentre solamente il 23% il modello, il 18% la flessibilità del servizio e il 15% la sostenibilità.

Auto elettriche nelle flotte aziendali del futuro

Per quanto riguarda le macchine ecologiche elettriche e ibride, sicuramente nei prossimi anni le flotte aziendali subiranno un forte turnover, sostituendo sempre di più i veicoli a benzina e diesel con le macchine elettriche. Per il momento il fenomeno interessa maggiormente le imprese che hanno dipendenti che devono spostarsi soprattutto in città, poiché in questo modo possono ovviare alle limitazioni sul transito presenti in alcune zone, ai blocchi del traffico e allo stesso tempo ridurre i costi del carburante e rientrare nelle restrizioni imposte dalle normative di legge europee sulle emissioni inquinanti.

Se il 14% delle aziende ha riportato di aver già attivato servizi di leasing e noleggio a lungo termine di auto elettriche, mentre il 15% ha risposto che non lo farà nei prossimi 3 anni, il 18% passerà sicuramente ai veicoli green e il 52% è per il momento incerto. Probabilmente la scelta dipenderà da alcuni fattori, tra cui la presenza di programmi di incentivi, l’inasprimento dei vincoli nazionali ed europei sulle emissioni di CO2, l’ampiamento del numero delle stazioni di ricarica ultrarapida e l’andamento dell’economia.

I modelli elettrici e ibridi hanno infatti un costo ancora superiore rispetto ai veicoli tradizionali a benzina e diesel, inoltre per il momento sono limitati a un uso prevalentemente cittadino ed extraurbano. Eppure oltre il 31% dei clienti sarebbe disposto a pagare dei costi extra pur di ridurre l’impatto ambientale, con una percentuale che sale al 55% in Italia, mentre il 41% degli intervistati afferma di cercare prevalentemente un maggiore livello di flessibilità.

In particolare, quasi il 70% dei clienti accetterebbe di buon grado un rincaro del canone di noleggio o di leasing di 5€ al mese, il 17% fino a 17€ e l’8% arriverebbe a considerare un aumento di 25€ sul contratto mensile. Gli stessi valori sarebbero meno graditi per una flessibilità più elevata, infatti se il 59% dei clienti sottoscriverebbe canoni più alti di 5€, soltanto il 3% pagherebbe 25€ in più per tale servizio.

Il punto di vista dei conducenti: attenzione al modello, ai costi e alle emissioni

Se alle imprese non interessa la marca dei veicoli aziendali ma il contenimento dei costi, la flessibilità e la riduzione delle emissioni atmosferiche, i conducenti delle auto mostrano delle leggere differenze, ma anche dei punti di convergenza. Il 55% degli intervistati giudica infatti rilevante il modello e la marca, perciò oltre la metà dei conducenti mette al primo posto nella scelta la casa automobilistica.

Tuttavia, si mantiene elevata la quota di persone che reputa importanti i costi, circa il 34% li mette al primo posto, mentre soltanto il 6% considera la sostenibilità un fattore predominante nella scelta e l’1% la flessibilità. Allo stesso tempo il 35% dei conducenti sarebbe disposto a contribuire per un minore impatto ambientale, con un rincaro del canone compreso tra i 5 e i 25€ al mese, mentre ben il 65% non accetterebbe tale aumento.

Tra i Paesi europei inseriti nel report il 48% dei conducenti del Regno Unito e il 46% di quelli italiani pagherebbe una tariffa più elevata. Risultati simili si sono rilevati per la flessibilità, un aspetto non gradito qualora dovesse significare un rincaro del canone dal 60% del campione. Tuttavia, in Italia oltre il 45% dei conducenti sarebbe disposto a pagare di più per una maggiore flessibilità.

Continua invece a non essere una formula gradita la condivisione dell’auto a noleggio, infatti l’88% delle persone non ricorrerebbe a tale soluzione neanche se dovesse comportare una riduzione dei costi. Soltanto il 9% dei conducenti del Regno Unito e l’8% in Italia userebbe questo servizio per diminuire la spesa, a dispetto di una percentuale che sale al 15% per la Francia, dove ad oltre il doppio dei conducenti piacerebbe risparmiare fino a 150€ al mese sui costi del canone.

Auto elettriche, car sharing e mobilità sostenibile per i conducenti

Se tra le aziende sale la spinta verso un passaggio alle auto elettriche e green, i conducenti sono leggermente più restii al cambiamento, frenati soprattutto dai costi di acquisto, di noleggio e dalle difficoltà nella ricarica della batteria. Secondo la ricerca soltanto il 16% pensa che il suo prossimo veicolo sarà elettrico, con percentuali inferiori nel Regno Unito, 9%, in Francia, 13%, ma più alte in Italia, 22%.

Riscuote maggiore successo invece la carta di mobilità e il car sharing, una modalità apprezzata dal 24% dei conducenti italiani e dal 20% di quelli francesi, mentre gli incentivi economici continuano a essere la formula più gradita per convincere le persone a passare verso una mobilità sostenibile. Il car sharing si conferma come un’alternativa utile in città, ma soltanto una parte marginale del campione sarebbe disposta a condividere la propria vettura, nonostante un possibile abbattimento dei costi.

Fleet manager: quali saranno le auto aziendali del futuro?

Secondo il nostro report The Future of Leasing, è evidente come i fleet manager saranno chiamati a un compito piuttosto arduo nei prossimi anni, per creare e gestire le flotte aziendali del futuro. Se da un lato le imprese sono preoccupate soprattutto dal contenimento dei costi e dalla sostenibilità, i conducenti preferiscono concentrarsi sui modelli, la marca e l’esclusività nell’utilizzo dei mezzi, aspetto per il quale sono disposti a rinunciare a una riduzione della spesa per il canone mensile.

La mentalità del car sharing piace alle aziende, che la reputano una soluzione di mobilità efficiente per limitare l’inoperatività dei veicoli, ma sarà necessario educare le persone a un nuovo modo di concepire le auto aziendali, attraverso campagne di formazione mirate. La flessibilità sarà sempre più un fattore predominante nei contratti noleggio per le flotte aziendali, perciò si tratta di un punto su cui bisognerà lavorare duramente.

Un aspetto che sembra mettere tutti d’accordo è una maggiore sostenibilità ambientale delle auto, tuttavia anche in questo caso le aziende pagherebbero un costo extra per la riduzione delle emissioni inquinanti, mentre i conducenti preferiscono gli incentivi. Il futuro dei veicoli sarà sicuramente sempre più green ed ecologico, con una quota rilevante di auto elettriche e ibride che entrerà a far parte dei veicoli aziendali del futuro.

Allo stesso tempo il lavoro dei fleet manager sarà estremamente complicato nel breve e nel medio periodo, poiché dovranno essere in grado di far combaciare interessi a volte contrapposti tra le aziende e i conducenti. Soltanto una completa sinergia tra le parti in causa consentirà di trovare soluzioni di mobilità ideali. Inoltre, diventerà fondamentale adottare servizi personalizzati in base alle diverse esigenze, aumentando il livello di conoscenza del settore e l’esperienza professionale in questo campo, sempre più strategico e cruciale.

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