WLTP e RDE: i nuovi test europei per valutare le emissioni di auto e veicoli commerciali

28 maggio 2018

Emissioni auto: i nuovi test WLTP e RDE per l'omologazione

Dall’inizio di settembre dello scorso anno sono entrati in vigore i nuovi test europei per la valutazione delle emissioni delle auto e dei veicoli commerciali. Si tratta del WLTP, il Worldwide Harmonized Light Duty Vehicle Test Procedure, ovvero il ciclo mondiale di calcolo armonizzato e l’RDE, il Real Drive Emission o test di emissioni sulla guida effettiva.

L’Europa è per il momento il primo continente ad aver adottato questi nuovi parametri, mentre gli altri Paesi hanno annunciato che procederanno gradualmente al cambiamento di valutazione entro il 2025. La posizione d’avanguardia dell’Unione Europea si inserisce all’interno delle nuove politiche comunitarie, che hanno come obiettivo la diffusione delle auto elettriche e ibride e la trasformazione delle flotte aziendali e private.

wltp e rde

I nuovi test per la valutazione delle emissioni: cosa sono e come funzionano

Queste due nuove procedure legate ai test delle emissioni sono estremamente differenti tra loro, infatti il WLTP è riservato alle nuove automobili che devono passare l’omologazione, mentre l’RDE si riferisce ai tutti i veicoli circolanti su strada. Il WLTP sostituisce i vecchi parametri del NEDC, aumentando la severità delle condizioni alle quali erano sottoposti i veicoli durante le prove di consumo ed efficienza.

In particolare, a partire da settembre 2017 tutte le nuove auto devono passare un test di 30 minuti (e non più di 20) percorrendo fino a 23,25 Km (invece che 11), mantenendo una velocità media di 46.5 Km/h e una massima di 131. Vincoli decisamente più severi che costringeranno le imprese produttrici di automobili a lavorare sull’efficienza dei loro nuovi modelli, altrimenti sarà difficile ottenere le preziose certificazioni ambientali legate ai consumi dei veicoli.

A differenza del WLTP che viene eseguito in un ambiente chiuso e controllato, come ad esempio all’interno di un laboratorio, l’RDE invece è realizzato su strada e valuta il veicolo nelle normali condizioni di utilizzo. In questo caso il parametro di riferimento è quello del NOx, ovvero l’insieme degli ossidi di azoto che il veicolo produce durante la combustione del carburante. Le aziende produttrici sono riuscite tuttavia ad ottenere un piccolo aiuto.

Infatti, l’introduzione dell’RDE e del WLTP non sarà completa e immediata, ma prevedrà due fasi distinte per concedere il tempo necessario alle imprese di adattarsi alle nuove regole. Fino a settembre 2019 potranno passare il test tutti i veicoli che faranno segnare un superamento delle soglie ammesse dalla legge pari a 2,1 volte il limite, mentre dall’anno successivo questo margine sarà ridotto a 0,5 volte, ovvero il 50% in più rispetto ai limiti di legge.

Maggiore standardizzazione e affidabilità delle misurazioni

Il cambiamento di rotta da parte dell’Unione Europa può essere visto anche come una risposta agli ultimi scandali, legati soprattutto alle case automobilistiche tedesche e alla manipolazione dei dati sulle emissioni delle auto Euro 6. Effettivamente il NEDC, il vecchio sistema di valutazione introdotto nel 1992, dava largo spazio all’interpretazione delle regole di misurazione, provocando discrepanze consistenti tra i consumi reali e quelli di laboratorio fino al 40%, con una media compresa tra il 20 e il 30%.

L’obiettivo dei nuovi test WLTP di valutazione delle emissioni dovrebbe far scendere questa differenza al 15-20%, segnando quindi un deciso passo in avanti, ma non una vera e propria vittoria per i consumatori e per l’ambiente. Il margine di discrepanza continuerà ad esistere ma verranno fornite preziose informazioni ai clienti, come i valori massimi e minimi di consumo rilevati in base all’accensione degli equipaggiamenti di serie, compresi i dati sulle emissioni di Co2.

Lo stile di guida conta

Tuttavia, per salvaguardare l’ambiente non basterà acquistare o noleggiare un veicolo a basse emissioni inquinanti, con ottimi punteggi nei test di valutazione. Infatti, è stato verificato come lo stile di guida incida fino al 20% sulle emissioni di inquinanti di un veicolo, quindi sarà importante adeguare il proprio stile di guida alle nuove politiche ambientali. Per limitare i consumi e valorizzare i nuovi modelli di auto a basse emissioni, uno dei punti cruciali sarà il rispetto delle norme sulla guida pulita.

Sarà necessario evitare le accelerazioni e le frenate brusche e improvvise, cercando di mantenere quanto possibile una guida lineare e graduale. Mantenere una velocità uniforme e utilizzare sempre la marcia più alta possibile, sono entrambi aspetti che permettono di contenere i consumi della propria auto. Allo stesso modo bisognerà controllare regolarmente la pressione dei penumatici, viaggiare con i finestrini chiusi per migliorare l’aerodinamica ed evitare pesi inutili a bordo quando non strettamente necessari.

Durante la guida in autostrada o sulle strade extraurbane sarà consigliabile accendere il climatizzatore e chiudere i finestrini, mantenendo l’aria al minimo ed evitando temperature estremamente diverse rispetto a quelle ambientali. Queste semplici norme comportamentali potranno far risparmiare fino al 10% dei consumi, quindi non basterà acquistare un veicolo omologato con i nuovi test WLTP e RDE, ma sarà fondamentale adottare anche uno stile di guida eco-friendly.

Nuovi test europei sulle emissioni: le opportunità per i privati e le aziende

I nuovi test europei sulle misurazioni delle emissioni inquinanti dei veicoli privati e commerciali si inseriscono in una politica di più ampio respiro, emersa chiaramente dalla proposta del Pacchetto Mobilità Pulita. L’Unione Europea ha tracciato il cammino che bisognerà seguire nei prossimi anni, un processo di trasformazione delle flotte e del settore dei trasporti che coinvolgerà sia i privati che le aziende.

Le imprese produttrici saranno chiamate a realizzare autoveicoli e macchine commerciali con elevati standard ambientali, sviluppando sempre di più le auto elettriche, le macchine ibride e quelle che utilizzano carburanti alternativi. I cittadini e le aziende invece dovranno sostituire i propri veicoli con i nuovi modelli a emissioni zero o a basso impatto ambientale. Per fare ciò ovviamente saranno previste misure di incentivi e di sostegno economico, che forniranno anche ottime opportunità per il cambio delle flotte aziendali.

I privati e le aziende potranno infatti approfittare delle nuove politiche europee per acquistare auto elettriche e ibride, riducendo i consumi, abbassando le emissioni di Co2 e ottenendo allo stesso tempo una diminuzione dei costi di manutenzione delle auto. Inoltre, sarà possibile usufruire degli incentivi fiscali, misure che permetteranno di ammortizzare i costi iniziali e diluirli negli anni.

Una grande opportunità quindi, non solo per acquistare un nuovo veicolo, ma anche per scegliere il noleggio come alternativa all’acquisto. Le società di autonoleggio infatti sono impegnate da anni nella trasformazione delle proprie flotte, offrendo oggi una vasta scelta di modelli a basse emissioni sia per il noleggio ai privati che di veicoli commerciali alle imprese.

La sfida dell’Unione Europea è stata lanciata e gli obiettivi sono ormai chiari, ma sarà fondamentale l’impegno di tutti per ridurre le emissioni inquinanti del 30% entro il 2030, come fissato dai nuovi parametri dell’UE. Tutti saremo chiamati a questo sforzo, un cambiamento epocale che porterà anche nuove opportunità di sviluppo per tutte le imprese che sapranno cavalcare la trasformazione del settore dei trasporti e dell’Automotive.

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