Documento Unico di Circolazione (DUC): ultime notizie

15 maggio 2019

Documento Unico di Circolazione: quando entrerà in vigore?

Con il decreto legislativo n. 98 del 29 maggio 2017 è stata introdotta un’importante novità, il Documento Unico di Circolazione (DUC), che segue il progetto di semplificazione amministrativa previsto per il settore automobilistico e la Pubblica Amministrazione. Il foglio unico di circolazione entrerà in vigore dal 1° gennaio 2020, sostituendo la carta di circolazione e il certificato di proprietà, per offrire un netto risparmio agli automobilisti e una gestione più snella della burocrazia.

 

Documento Unico di Circolazione: le ultime notizie

L’11 novembre 2017 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il DM del 23/10/2017, una normativa introdotta dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che semplifica la gestione amministrativa dei veicoli, grazie all’introduzione del Documento Unico di Circolazione. Dopo il primo via libera avvenuto il 1° gennaio 2018, slittato successivamente al gennaio del 2019, è stata recentemente varata una nuova proroga al Documento Unico di Circolazione, che entrerà definitivamente in vigore il 1° gennaio del 2020.

Con l’accorpamento dei due certificati, quello di proprietà e la carta di circolazione, dopo tale data sarà possibile pagare soltanto due bolli, invece dei 4 previsti oggi, con una riduzione degli oneri fiscali che scenderà dagli attuali 64€ a 32€.

Un’altra importante novità riguarda l’aggiornamento del libretto di circolazione, che dal 2020 sarà effettuato attraverso una procedura semplificata, per gestire in maniera più snella le comunicazioni con l’ACI, la Motorizzazione Civile e il PRA, il Pubblico Registro Automobilistico.

Il DUC fa parte di un pacchetto di riforme contenute all’interno del decreto Madia sulla Pubblica Amministrazione, un progetto di lungo periodo sulla semplificazione della gestione dei servizi della PA. Per questo motivo, oltre al DUC sarà introdotta anche l’Agenzia per il Trasporto Stradale (ATS), un dipartimento del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti al quale confluiranno gradualmente i servizi del PRA, tra cui il rinnovo della patente di guida, il pagamento dell’IPT, l’imposta provinciale di trascrizione e la registrazione dei passaggi di proprietà.

È necessario sostituire i vecchi libretti entro il primo gennaio 2020?

Fortunatamente non bisogna cambiare la carta di circolazione in proprio possesso, infatti la norma vale soltanto per le nuove immatricolazioni, oppure per i veicoli soggetti a un cambio di proprietario. Dunque, è possibile continuare a guidare con i vecchi documenti, che andranno necessariamente sostituiti con il nuovo foglio unico di circolazione al primo passaggio di proprietà, oppure qualora fosse necessario realizzare un aggiornamento dei dati.

Documento Unico di Circolazione: cos’è e come funziona

Il Documento Unico di Circolazione è un certificato che integra al suo interno la carta di circolazione e il certificato di proprietà del veicolo, consentendo a tutti gli automobilisti di avere un solo documento ufficiale invece di due separati. Il certificato di proprietà è un documento rilasciato dal PRA, che dal 5 ottobre 2015 ha sostituito il formato cartaceo con quello digitale, denominandolo CDPD, Certificato Di Proprietà Digitale.

Il CDPD può essere consultato telematicamente, attraverso il sito web ufficiale del PRA oppure con una lettura del QR Code, direttamente con la fotocamera del proprio smartphone. Si tratta di un documento che fornisce informazioni sui proprietari del veicolo, comprese eventuali situazioni particolari come i fermi amministrativi e le ipoteche. L’altro certificato incluso nel DUC è la carta di circolazione, un documento rilasciato dalla Motorizzazione Civile al momento dell’immatricolazione del mezzo.

All’interno della carta sono contenuti tutti i dati del veicolo, tra cui la targa, il modello, l’omologazione, l’indice di carico, la velocità massima, le emissioni inquinanti e le informazioni sul proprietario, inclusi gli aggiornamenti in caso di modifiche all’auto e le date delle revisioni periodiche. Il Documento Unico di Circolazione sostituirà quindi entrambi i certificati, con una tariffa unica di 29€, oltre a un costo ridotto da 64 a 32€ per il dimezzamento dei bolli auto.

Vantaggi per gli automobilisti con l’introduzione del DUC

La sostituzione della carta di circolazione e del certificato di proprietà con il DUC offre diversi vantaggi agli automobilisti, sia di natura economica che burocratica. Innanzitutto, l’accorpamento dei due certificati nel Documento Unico di Circolazione dimezza i bolli auto, quindi si pagherà di fatto la metà dei costi attualmente previsti, 32€ contro 64€. Inoltre, è stata introdotta anche una tariffa PRA agevolata, scesa da 27 a 20€, per l’iscrizione del mezzo all’ACI oppure per la sua trascrizione.

Il risparmio per ogni automobilista sarà consistente, circa 39€ per ogni veicolo, con una nuova tariffa scontata anche per quanto riguarda il passaggio di proprietà, che passa da 100 a 61€. Allo stesso modo la semplificazione consente una gestione più snella della burocrazia, sia per l’unificazione dei certificati, sia per la nuova procedura digitale di aggiornamento del DUC, che farà risparmiare tempo prezioso per l’adempimento degli obblighi amministrativi.

Come richiedere il foglio unico di circolazione?

Per ottenere il Documento Unico di Circolazione è necessario scaricare un apposito modulo, disponibile presso il sito web ufficiale dell’ACI, obbligatorio dal primo gennaio 2020 per le nuove immatricolazioni, i passaggi di proprietà e le modifiche al vecchio certificato di proprietà. All’interno bisogna inserire alcuni dati personali, come il proprio nome e cognome, il luogo e la data di nascita, l’indirizzo di residenza e la cittadinanza.

Inoltre, è necessario dichiarare il proprio rapporto con il veicolo, proprietario, usufruttuario, rappresentante legale, locatario, acquirente o creditore. Dopodiché bisogna fornire tutti i dati sul mezzo, come la targa, la data d’immatricolazione, l’ultima revisione, la licenza SCIA e l’anno di costruzione, indicare il valore commerciale, eventuali esenzioni dagli oneri fiscali e amministrativi. Infine, devono essere inseriti i dati personali della persona che effettua la richiesta, comprese le generalità dei conducenti.

Nonostante in una prima versione della normativa ci fosse l’obbligo di specificare ulteriori guidatori del mezzo, compresi i familiari stretti, nell’ultima versione del decreto tale voce è stata eliminata. In questo modo è necessario indicare nel Documento Unico di Circolazione dei veicoli soltanto i conducenti non familiari, un aspetto tipico ad esempio nelle auto aziendali, altrimenti si rischia una sanzione fino a 705€, applicata a carico del proprietario e non del guidatore.

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