Costo autostrada: quando si paga, perché, calcolo pedaggio

2 agosto 2019

Pedaggio autostradale: quando, quanto e come si paga

Durante i viaggi nei tratti autostradali, per motivi di lavoro o per raggiungere le mete delle vacanze, una delle spese meno gradite dagli automobilisti è il pedaggio al casello. Si tratta di un costo obbligatorio, con cui vengono reperiti i fondi per la gestione della rete autostradale, finanziando opere importanti e la manutenzione ordinaria e straordinaria. Vediamo nello specifico come funziona il costo dell’autostrada, per capire come e quanto si paga il pedaggio.

Perché bisogna pagare il pedaggio in autostrada?

Spesso risulta difficile capire perché è necessario versare il pedaggio autostradale, una spesa della quale ognuno di noi farebbe volentieri a meno. In realtà tale costo ha una funzione specifica e totalmente giustificata, infatti è il modo principale per pagare la costruzione, la manutenzione e la gestione delle arterie autostradali. Ovviamente le società pubbliche e private coinvolte ottengono anche dei fondi pubblici, tuttavia queste risorse da sole non bastano a finanziare tutti i servizi indispensabili alla sicurezza stradale.

Per questo motivo il ricavato del costo dell’autostrada viene reinvestito nel suo mantenimento, come indicato dalle autorità responsabili del controllo delle società concessionarie, che decidono quali somme devono essere utilizzate per la manutenzione e il miglioramento delle strade, quali invece sono da destinare ai servizi di emergenza, soccorso e sicurezza. Nel nostro Paese l’azienda più importante in questo settore è Autostrade per l’Italia, allo stesso tempo esistono molte altre imprese che si occupano della gestione della rete autostradale.

Come si calcola il pedaggio autostradale?

Ogni paese ha dei criteri differenti per il calcolo del pedaggio autostradale, individuando i fattori che servono per determinare tale costo. In Italia viene impiegato un coefficiente chiamato Tariffa Unitaria, che deve essere moltiplicato per i chilometri che dividono un casello dall’altro, includendo anche svincoli e bretelle di collegamento. Questa tariffa varia a seconda di alcuni aspetti, tra cui il numero delle società che si occupano della gestione, le caratteristiche del tratto stradale (presenza di ponti, gallerie e valichi) e il tipo di veicolo.

Al momento sono presenti 5 classi per le tariffe autostradali:

  • classe A di cui fanno parte i mezzi con 2 assi fino a 1,3 metri d’altezza (auto, motocicli e ciclomotori)
  • classe B che comprende le stesse vetture ma con altezza superiore a 1,3 metri (alcuni modelli di macchine, furgoni e pullman)
  • classe 3 per i mezzi fino a 3 assi (camion e vetture con rimorchio)
  • classe 4 per i veicoli con un massimo di 4 assi
  • classe 5 per quelli con 5 o più assi (tir con rimorchio)

Ciò significa che ogni mezzo paga una somma differente nello stesso casello autostradale, in base all’altezza e al numero di assi. Per calcolare il prezzo finale del pedaggio bisogna poi considerare anche l’IVA, inoltre esiste un sistema di arrotondamenti previsto dalla DM 10440/28/133 del 12 novembre 2001 del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture. Le tariffe delle autostrade in pianura risultano meno care rispetto ai tratti montani, con un coefficiente più basso di circa 0,015 euro al chilometro.

Quanto costa l’autostrada in Italia: tariffe luglio/agosto 2019

Come abbiamo visto il costo dell’autostrada è determinato da 4 fattori principali:

  • Tariffa Unitaria (coefficiente)
  • tipo di veicolo (altezza e numero di assi)
  • imposte (IVA)
  • arrotondamento (ca. 10 centesimi)

Le tariffe vengono modificate periodicamente, perciò bisogna sempre controllare gli ultimi aggiornamenti per conoscere i dati precisi. Ad esempio, a luglio c’è stato un ritocco dei coefficienti, con l’aumento del pedaggio autostradale in molti punti, tra cui un rincaro contenuto dello 0,8% da parte di Autostrade per l’Italia. La società Strada dei Parchi ha annunciato una crescita dei costi del 19%, applicati sull’A25 Torano di Borgorose-Villanova di Cepagatti e l’A24 Roma-Teramo-L’Aquila, mentre gli altri concessionari hanno lasciato le tariffe invariate per l’estate 2019.

Per conoscere le tariffe autostradali prima di partire, basta andare sui siti web delle società concessionarie, utilizzando i sistemi di calcolo online del pedaggio come quello offerto sul portale Autostrade.it.

Come si paga il costo del pedaggio autostradale?

Il pedaggio autostradale prevede due sistemi di tariffazione: il primo è chiamato chiuso, poiché si ritira un biglietto in entrata e si paga all’uscita a seconda dei chilometri percorsi, il secondo invece è il pedaggio aperto, con il quale si effettua un pagamento fisso senza considerare il chilometraggio. Il sistema chiuso è sicuramente il più utilizzato, infatti consente di versare un importo legato all’effettivo utilizzo della autostrada, dunque più si guida più alta sarà la tariffa.

Al contrario, il sistema aperto è usato quando non sono presenti caselli a ogni entrata e uscita, perciò viene applicato un costo forfettario agevolando alcuni automobilisti a discapito di altri, in base ai punti di accesso e d’uscita. Indifferentemente dal tipo di pedaggio, quando si arriva al casello è obbligatorio pagare quanto dovuto, saldando la somma indicata in contanti (corsia bianca), con carta di credito, bancomat o Viacard (corsie blu o bianche) oppure utilizzando il Telepass (pista blu o gialla con simbolo della “T”).

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