Colonnine elettriche: l'elemento portante della mobilità sostenibile in Italia

28 giugno 2018

La sfida lanciata dagli ambiziosi obiettivi degli Accordi di Kyoto e di Parigi, trasformati in direttive europee per la riduzione delle emissioni, ha contribuito ad accelerare il cambiamento verso una nuova mobilità sostenibile ed ecologica. In particolare, il settore dei trasporti pubblici e privati è al centro di uno svolta epocale, grazie ai progressi tecnologici avvenuti nel campo delle auto elettriche, a idrogeno e ibride e agli investimenti stanziati per l’adeguamento della rete infrastrutturale di colonnine elettriche e punti di distribuzione.

Il passaggio dai carburanti fossili alle fonti rinnovabili e pulite non è un procedimento semplice né economico, poiché richiede la riconversione di tutti i punti di rifornimento e la revisione delle relative norme tecniche. Nonostante la differenza con i Paesi del Nord Europa, già a buon punto nella trasformazione del proprio sistema di trasporto, in Italia la situazione dovrebbe iniziare a cambiare proprio dal 2018. Il punto focale del progetto italiano saranno le colonnine di ricarica, vero e proprio pilastro portante della mobilità elettrica.

colonnineelettriche

Colonnine elettriche: cosa sono e come funzionano?

Prima di vedere quali sono i piani di sviluppo previsti per le colonnine elettriche in Italia è importante capire di cosa si tratti esattamente. Chiamate anche stazioni di ricarica, le colonnine elettriche sono dei sistemi che permettono di ricaricare l’auto, le biciclette e le motociclette elettriche attraverso il collegamento con la rete elettrica. Tali dispositivi possono essere privati, semi-pubblici oppure completamente pubblici.

Nel primo caso rientrano le colonnine elettriche installate sulle pareti dei negozi commerciali, negli hotel, nei centri commerciali, nelle abitazioni e nei parcheggi aziendali privati. L’allaccio viene effettuato da un tecnico che collega la colonnina alla rete locale, quindi il costo dell’energia viene addebitato all’utenza. I dispositivi pubblici invece sono collegati alla rete principale direttamente dal fornitore o dal gestore di energia, collocati solitamente presso parcheggi e strade pubbliche, stazioni o aeroporti.

Attualmente le normative di legge IEC autorizzano quattro differenti tipologie di colonnine:

  • quelle private a ricarica lenta da 6 ad 8 ore fino a 32 Ampere;
  • quelle pubbliche o semi-pubbliche a ricarica lenta da 6 ad 8 ore fino a 32 Ampere;
  • quelle a ricarica rapida da 30 a 60 minuti fino a 63 Ampere e 400 Volt;
  • le colonnine a ricarica ultrarapida pubbliche, da 5 a 10 minuti a corrente continua fino a 200 Ampere e 400 Volt.

Ovviamente il punto di svolta sarà rappresentato dall’aumento a livello nazionale delle colonnine Supercharger a ricarica ultrarapida, che permettono di abbattere la durata del rifornimento di energia favorendo la diffusione delle auto elettriche sul mercato.

La situazione attuale delle colonnine elettriche in Italia e in Europa

Al momento, per conoscere la localizzazione delle stazioni di ricarica presenti in Italia è possibile consultare le mappe online delle colonnine elettriche, offerte da siti web e app come Ev-Way ed Enel.

Ad oggi il nostro paese può contare su un numero di colonnine elettriche abbastanza in linea con le medie europee, composto da circa 4.207 stazioni pubbliche presenti in oltre 2.108 postazioni. Questa quota colloca il nostro Paese al quinto posto in Europa, dietro Germania, Regno Unito, Paesi Bassi e Norvegia. Tuttavia, se si guarda il dato sotto un’altra prospettiva il quadro cambia radicalmente, specialmente se si raffronta il numero di colonnine elettriche con quello degli abitanti di ogni Paese.

In questo caso i punti di ricarica sono decisamente insufficienti, infatti piazzano l’Italia al ventiseiesimo posto davanti solamente alla Spagna, alla Grecia e alla Francia. Ai primi posti ci sono ancora una volta la Norvegia, 671 abitanti per ogni colonnina pubblica, i Paesi Bassi, 1.665 abitanti per stazione di ricarica e la Germania, circa 3.620 abitanti per colonnina, mentre in Italia il rapporto è di 14.388 a uno.

La situazione migliora se si guarda il dato delle stazioni di ricarica in relazione al numero di auto elettriche e ibride, ma si tratta di un falso dato positivo. Il buon piazzamento dipende soltanto dal basso numero di veicoli elettrici e ibridi presenti attualmente nel parco auto nazionale, che al momento vedono l’Italia all’undicesimo posto in Europa con meno di 10.000 immatricolazioni dal 2014 al 2017.

I piani di sviluppo per la diffusione in Italia delle colonnine elettriche

La trasformazione dei trasporti verso una mobilità sostenibile ed ecologica passerà inevitabilmente dalla diffusione a livello nazionale delle colonnine di ricarica rapida e ultrarapida di ultima generazione, senza le quali il mercato delle auto elettriche e ibride non potrà decollare nonostante la generale predisposizione degli utenti all’acquisto di veicoli a emissioni zero. Per questo motivo alcune delle principali società energetiche del settore hanno progettato ambiziosi piani di sviluppo delle stazioni di ricarica.

Ad esempio, Enel ha reso noto il suo programma sulla green mobility, che prevede l’installazione di 7.000 nuove colonnine entro il 2020 e ben 14.000 nuovi punti di ricarica nel 2022. Questo progetto sarà finanziato con circa 300 milioni di euro e avrà una copertura nazionale, per garantire la creazione di una rete infrastrutturale quanto più omogenea possibile. Le colonnine elettriche avranno una potenza compresa fra 22 e 150 kW, con una distribuzione dell’80% nelle città e del 20% nelle aree extraurbane.

Anche il consorzio A2A è impegnato nell’aumento delle stazioni di ricarica in Italia, soprattutto nelle Regioni del Centro Nord e in particolare nelle città di Milano e Brescia, dove attraverso i progetti E-Moving e Hub Elettrico sono state recentemente installate circa 224 nuove colonnine elettriche.

Un altro importante progetto riguarda Tesla, la società ormai leader del settore guidata da Elon Musk, che per il momento ha già installato 25 stazioni di ricarica Supercharger sparse in tutto il territorio nazionale.

Anche i produttori di auto non sono rimasti a guardare, infatti attraverso il progetto Ionity le principali aziende automobilistiche stanno attivando centinaia di nuove colonnine elettriche in tutta Europa. Ne fanno parte imprese come Tesla, Volvo, Fiat Chrysler, PSA, Opel, Jaguar, Land Rover, BMW, Daimler, Ford e Volkswagen, che vogliono creare la rete di colonnine per auto elettriche più sviluppata e diffusa sul territorio europeo. L’obiettivo comune è installare stazioni di ricarica rapida e ultrarapida, compatibili con tutti i modelli che verranno prodotti dalle aziende nei prossimi anni.

Ionity conta di inaugurare una colonnina ogni 120 Km di rete stradale entro il 2020, un piano ambizioso che è partito in Germania, Norvegia e Austria con l’installazione delle prime 20 stazioni di ricarica. La rete Ionity utilizzerà sistemi moderni con una capacità massima di 350 kW, per continuare a ridurre la durata delle operazioni di ricarica portandole al di sotto dei 10 minuti.

La sfida lanciata dalla mobilità sostenibile è ormai stata accolta e tutti gli operatori in gioco sono in piena attività: bisognerà soltanto vedere se l’Italia saprà rivestire un ruolo di primo piano e recuperare il gap accumulato con i Paesi del Nord Europa.

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