Bollo auto 2019: calcolo, scadenze e pagamento tassa

5 febbraio 2019

Bollo auto: guida rapida per il calcolo, le scadenze, le modalità di pagamento, le esenzioni e le novità della Legge di Bilancio 2019

Possedere un autoveicolo comporta una serie di responsabilità, tra cui il pagamento delle tasse legate al possesso e alla circolazione del veicolo su strada. Una delle imposte meno amate dagli italiani è il bollo auto, una tassa regionale che devono pagare tutti i proprietari di autovetture e ciclomotori, vincolata alla potenza del mezzo, alle politiche fiscali della regione di residenza e alle emissioni inquinanti del veicolo. Allo stesso tempo, l’ultima Legge di Stabilità ha introdotto alcune novità importanti sul bollo auto 2019, tra cui esenzioni per le auto storiche e sgravi fiscali per le macchine ibride ed elettriche.

 

Bollo auto 2019: cos’è e come funziona

Nata inizialmente come tassa di circolazione, poiché vincolata alla possibilità del mezzo di muoversi su strada, il bollo auto è oggi una tassa applicata sulla proprietà dei veicoli a motore, quindi sono chiamati a pagare tale balzello tutti i possessori di macchine, moto e altre vetture motorizzate, circolanti o meno. La normativa di riferimento è l’articolo n.7 della legge 99 del 23/07/2009, contenuta all’interno del DPR 39/53, che ha trasformato il bollo auto da imposta sulla circolazione a tassa sulla proprietà.

Si tratta di un’imposta regionale, il cui pagamento viene effettuato direttamente alle regioni e alle Province autonome di Trento e Bolzano, ad eccezione della Sardegna e del Friuli-Venezia Giulia, che hanno delegato tale compito all’Agenzia delle Entrate. Le regioni hanno perciò la facoltà di realizzare delle modifiche alla pressione fiscale, sempre nei limiti imposti dalla legislazione nazionale, ad esempio offrendo esenzioni per alcuni veicoli o categorie specifiche di contribuenti.

Il bollo auto deve essere pagato annualmente, in base alla data di iscrizione del mezzo al PRA, il Pubblico Registro Automobilistico. Sono vincolati al versamento della tassa automobilistica anche i veicoli in usufrutto, in comodato d’uso, in leasing e a noleggio. Tuttavia, tra i benefici del noleggio auto a lungo termine c’è l’esternalizzazione dei servizi amministrativi, infatti il bollo è già compreso nel costo del canone mensile, quindi non bisogna preoccuparsi del pagamento dell’imposta di possesso.

Come si calcola il bollo auto 2019

Per quanto riguarda il costo del bollo auto i fattori da considerare sono principalmente tre:

  • potenza in kW della vettura
  • classe ambientale del veicolo
  • regione di residenza del proprietario del mezzo
    In questo modo è evidente come la tassa sia legata ad alcuni aspetti principali, ovvero quanto più un’auto è vecchia e di alta cilindrata più elevato sarà il bollo da pagare, mentre al contrario i veicoli nuovi e di bassa cilindrata potranno beneficiare di un’imposta ridotta.

La potenza del motore espressa in kW è riportata all’interno del libretto di circolazione, che deve essere sempre aggiornato nel caso di interventi che abbiano modificato tale valore.

Le classi ambientali invece sono state introdotte dalla legislazione europea nel 1993, vanno **dalla Euro 0 fino alla Euro 6 **e prendono in considerazione le emissioni inquinanti. Ad esempio, nella classe ambientale Euro 0 rientrano le auto immatricolate fino al 1992, in assoluto le più inquinanti, la cui circolazione nelle città potrebbe essere vietata già a partire da quest’anno.

Al contrario le vetture di classe Euro 6 sono le meno nocive per l‘ambiente, categoria creata circa 4 anni fa, che ha portato allo sviluppo di filtri antiparticolato di ultima generazione per le macchine diesel, catalizzatori sofisticati e additivi in grado di purificare i gas di scarico, prima della loro immissione nell’atmosfera. Al momento non è prevista una classe Euro 7, infatti i veicoli più ecologici saranno denominati con le categorie Euro 6 C ed Euro 6 D. La prima è già operativa e include i mezzi prodotti da settembre 2018, la seconda entrerà in vigore a breve per le vetture realizzate a partire da settembre 2019.

Il calcolo del bollo auto 2019 è piuttosto semplice, basta moltiplicare i kW per il coefficiente di riferimento della classe ambientale del veicolo. Tale valore va da 3 € per ogni kW per i veicoli Euro 0, ad un minimo di 2,58 € per le vetture Euro 4, 5 e 6, con potenze fino a 100 kW, mentre per quelle superiori da 4,5 € per ogni kW per la classe Euro 0, fino a 3,87 € per quelle Euro 4, 5 e 6. Perciò se una macchina ha una potenza inferiore a 100 kW, bisogna soltanto moltiplicare il coefficiente per i kW, altrimenti è necessario ripetere l’operazione per la potenza superiore i 100 kW, moltiplicandola per l’altro valore di riferimento e sommando infine i due importi.

Scadenze, pagamenti e sanzioni per il bollo auto 2019

Le scadenze per il pagamento della tassa automobilistica prevedono 3 scaglioni principali, calcolati in base al mese di immatricolazione del veicolo. La maggiore parte delle regioni stabilisce come termine il 31 maggio 2019, per i bolli auto in scadenza entro aprile, il 30 settembre 2019 per quelli validi fino ad agosto, oppure il 30 gennaio 2020 per i bolli attivi entro dicembre 2019. Fanno eccezione due regioni italiane, la Lombardia e il Piemonte, che hanno prorogato il pagamento del bollo 2019 fino al 31 dicembre 2020.

Il versamento del bollo può essere effettuato presso le agenzie territoriali dell’ACI, nelle tabaccherie convenzionate, in banca e negli uffici postali. Per eseguirlo basta fornire i dati del proprio veicolo, finalizzando il pagamento in contanti oppure tramite carta di credito, prepagata o di debito. In alcuni casi è possibile pagare il bollo auto online, ad esempio attraverso i servizi di internet banking delle banche o di Poste Italiane, altrimenti con il sistema telematico dell’ACI, disponibile previa registrazione sul sito web ufficiale dell’istituto.

In caso di mancato pagamento scattano ovviamente le relative sanzioni. È prevista una multa pari allo:

  • 0,1% per ogni giorno di ritardo, per versamenti effettuati entro 14 giorni dalla data di scadenza;
  • 1,5% più interessi dello 0,8% fra 15 e 30 giorni di ritardo;
  • 1,67% più interessi per pagamenti realizzati fra 30 e 90 giorni dopo;
  • 3,75% più interessi di mora a partire dal 91° giorno di ritardo.

Tuttavia, se la notifica del mancato pagamento dovesse arrivare dopo 3 anni, considerando la data di scadenza del bollo auto, cadrebbe automaticamente in prescrizione.

Per evitare di incappare in sanzioni e multe è importante effettuare la verifica della scadenza del bollo auto, un’operazione eseguibile online attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate e dell’ACI. Succede spesso, infatti, che ci si dimentichi di versare la tassa auto nei tempi prestabiliti, oppure che si voglia controllare il pagamento del bollo prima di comprare una macchina usata. Per farlo basta accedere al sito web dell’ACI, oppure per la Sardegna e il Friuli-Venezia Giulia al portale dell’Agenzia delle Entrate, inserire la targa del veicolo, il modello, la regione di residenza e l’anno di riferimento.

Esenzioni e novità per il bollo auto 2019

Nella Legge di Bilancio 2019 sono state indicate alcune esenzioni per il bollo auto, oltre alle misure locali previste in ogni regione, perciò in alcuni casi sarà possibile evitare di pagare la tassa automobilistica, oppure di usufruire di uno sconto sull’importo da versare. Si tratta ad esempio delle auto elettriche e ibride, per le quali è presente un’esenzione fino al 100% del bollo auto, per una durata compresa fra 3 e 5 anni, che si andrà ad aggiungere all’Ecobonus 2019, un incentivo fino a 6.000 euro per l’acquisto di veicoli ecologici.

Le caratteristiche e le modalità dipendono ovviamente dalle normative regionali. In Campania viene offerta su qualsiasi modello di auto ibrida ed elettrica, in Emila Romagna soltanto su quelle immatricolate a partire dal 2016, nel Lazio è valida per i primi 3 anni, mentre in Lombardia è possibile pagare la metà del bollo auto sulle vetture immatricolate tra il 2015 e il 2017, se dotate di sistema di ricarica esterna.

L’esenzione integrale viene applicata anche alle persone che rientrano nella legge 104, tra cui soggetti non vedenti, sordi, persone con disabilità mentale o psichica, ridotte capacità motorie o con gravi problemi di ambulazione.

Con la riforma del bollo auto è stata inserita anche un’esenzione per le auto storiche, con un’età di almeno 20 anni e non oltre i 30 anni, regolarmente in possesso del Certificato di Rilevanza Storica Collezionistica, i cui proprietari potranno pagare il bollo auto 2019 con una riduzione del 50%.

Infine, alcune regioni prevedono uno sconto ridotto anche per le auto a benzina e diesel, purché di ultima generazione e dotate di sistemi di filtrazione dei gas di scarico avanzati, per le quali l’importo verrà diminuito dal 10 al 50%.

L’unico modo per evitare di pagare direttamente la tassa automobilistica è il noleggio a lungo termine, poiché con questo servizio è possibile delegare la gestione amministrativa del veicolo alla società di autonoleggio, oltre ad usufruire di servizi aggiuntivi come la manutenzione ordinaria e straordinaria, le coperture assicurative e il soccorso stradale. Con il noleggio a lungo termine il bollo auto è compreso all’interno del canone mensile, una soluzione semplice ed efficiente per scongiurare sanzioni e imprevisti.

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