Auto elettriche: al via l'obbligo di segnalatori acustici

9 luglio 2019

Auto elettriche: da luglio 2019 dovranno fare più rumore

Le macchine elettriche sono sempre più diffuse in Europa, rappresentando un mercato in forte crescita in tutti i paesi della UE. Tuttavia, nonostante la mancanza di emissioni nocive nell’atmosfera, questi veicoli sono troppo silenziosi e potrebbero mettere a rischio l’incolumità di pedoni e ciclisti. Per questo motivo dal 1° luglio 2019 le nuove macchine elettriche devono fare più rumore, attraverso l’impiego dei sistemi acustici AVAS, dispositivi in grado di simulare artificialmente il rumore delle auto tradizionali.

Luglio 2019: scatta l’obbligo di segnalatori acustici per le nuove auto elettriche

La Commissione Europea ha ufficializzato le nuove normative che riguardano la rumorosità delle auto elettriche, vincolando l’immatricolazione dei veicoli ecologici, elettrici e ibridi, alla dotazione dei sistemi AVAS, Audible Vehicle Alert System. Si tratta di una misura attesa da tempo, annunciata già nel 2018, che vuole arginare la pericolosità legata alla diffusione delle macchine elettriche, giudicate troppo silenziose. Infatti, se da un lato tali veicoli consentono di ridurre l’inquinamento acustico, dall’altro creano un serio problema di sicurezza stradale.

Le vetture green non emettono quasi nessun suono, mettendo potenzialmente a rischio l’incolumità di pedoni e ciclisti, con riferimento particolare alle persone con disabilità uditiva e visiva, in assoluto i soggetti più deboli da questo punto di vista. Il provvedimento riguarda le auto elettriche vendute all’interno dell’Unione Europea a partire dal 1° luglio 2019, mentre per quelle in circolazione l’obbligo di dotarsi di sistemi di rumore artificiale scatterà soltanto nel 2021. In particolare, i veicoli dovranno emettere un suono di almeno 56 decibel d’intensità, durante la marcia a una velocità fino a 20 Km/h.

Alcune case automobilistiche, come la **Jaguar **e la BMW, hanno già installato questi sistemi sonori in alcuni modelli, tuttavia prevedono la possibilità di disattivare l’impianto manualmente. I nuovi dispositivi, invece, dovranno essere permanenti e non sarà possibile disinserire il sistema, una soluzione necessaria per garantire la sicurezza degli utenti della strada attraverso il rumore generato dalle nuove auto elettriche. Per il momento rimangono escluse dalla normativa soltanto le macchine mild-hybrid, vetture dotate di un piccolo propulsore elettrico che recupera l’energia cinetica dalle frenate.

Come funzionano i segnalatori acustici delle macchine elettriche?

La disposizione di legge europea non arriva all’improvviso, infatti tutte le case automobilistiche impegnate nella produzione di veicoli elettrici e ibridi avevano già trovato una soluzione, sviluppando dei dispositivi denominati AVAS, sistemi acustici di segnalazione dei veicoli. Si tratta di uno strumento in grado di emettere un suono artificiale, che aumenta il rumore delle auto a zero emissioni generando un segnale acustico permanente. Il suono è simile a quello di una normale macchina a benzina o diesel, con un range d’intensità compreso tra 56 e 75 decibel.

Il rumore prodotto dagli AVAS non è fastidioso all’interno dell’abitacolo, infatti la propagazione delle onde sonore avviene soprattutto all’esterno, verso tutte le direzioni. In questo modo il comfort dei veicoli green rimane pressoché immutato, ma allo stesso tempo pedoni e ciclisti possono avvertire con più facilità l’arrivo delle vetture ecologiche, che non saranno più totalmente silenziose. L’avviso acustico si adegua alla velocità dell’auto, aumentando d’intensità durante le accelerazioni e diminuendo nelle frenate, simulando perfettamente una tradizionale auto a motore termico.

Al di sopra dei 20 Km/h il sistema si disattiva automaticamente, bloccando l’emissione di ogni tipo di rumore. I test effettuati negli ultimi anni, infatti, hanno mostrato che oltre tale soglia la sonorità naturale delle macchine elettriche è più che sufficiente, grazie all’attrito con l’aria che genera onde sonore adeguate alla segnalazione acustica del mezzo. La decisione è stata accolta positivamente dalle associazioni di categoria dei ciechi e degli ipovedenti, grazie alle quali è stato apportato un forte contributo allo sviluppo dei sistemi AVAS.

Auto elettriche in Europa: nel 2019 il trend sarà molto positivo

Il provvedimento della Commissione Europea è stato dettato dalla forte crescita del settore, sia per quanto riguarda le auto Full Electric, BEV, che le macchine ibride plug-in, PHEV. Complessivamente in Europa sono presenti oltre 650.000 veicoli elettrici, circa lo 0,22% del totale, con quasi 200.000 immatricolazioni soltanto nel 2018. Il primato spetta alla Norvegia, dove più del 6,5% del parco auto nazionale è a zero emissioni con circa 162.000 unità, seguita dal Regno Unito, 0,48% e 61.300 macchine elettriche, dalla Germania, 0,21% e 101.400 veicoli green e dalla Francia, 0,12% e 123.170 vetture BEV.

L’Italia si trova ancora indietro rispetto agli altri paesi europei, con una percentuale di appena lo 0,03% e 12.330 auto elettriche circolanti rilevate nel 2018.

Il trend è però in forte crescita in tutto il continente, infatti si è passati da poco più di 40.000 immatricolazioni nel 2014 a oltre 161.000 nel 2018, con previsioni positive anche per il 2019. Per il momento il settore è trainato dalle politiche legate agli incentivi e dai servizi di noleggio a lungo termine, che già da diversi anni mettono a disposizione della clientela un’ampia scelta di macchine elettriche e ibride, una soluzione che permette di cambiare macchina periodicamente adeguandosi alle nuove normative senza costi aggiuntivi.

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