Conoscere meglio le auto a idrogeno e le loro caratteristiche

14 giugno 2018

Le trasformazioni che stanno avvenendo nei settori dell’Automotive, della tecnologia e dei trasporti cambieranno radicalmente la mobilità del futuro, introducendo importanti novità già a partire dai prossimi anni. Per il momento la mobilità ecologica a impatto zero è affidata alle nuove auto elettriche, che seppur con molti ritardi e difficoltà si stanno iniziando a diffondere un po’ in tutti i Paesi occidentali.

Tuttavia, la partita è tutt’altro che finita: non bisogna dimenticarsi infatti di un’altra grande protagonista della mobilità sostenibile e green, ovvero l’auto a idrogeno. Nonostante sia rimasta piuttosto nell’ombra, a causa delle notevoli difficoltà tecniche legate alla produzione e alla gestione dell’idrogeno, molti addetti ai lavori e case automobilistiche sono sicuri che le auto a idrogeno domineranno la mobilità del futuro.

autoaidrogeno

Come funziona un’auto a idrogeno?

Il funzionamento delle macchine a idrogeno è simile a quello dei normali veicoli a motore con combustione termica. Attualmente esistono due tecnologie principali già presenti in commercio, la HICEV o Hydrogen Internal Combustion Engine Vehicle e la FCEV, Fuel Cell Electric Vehicle. Nel primo caso l’idrogeno viene bruciato generando una combustione che il motore sfrutta per generare potenza, mentre nel secondo caso l’idrogeno viene fatto reagire con l’ossigeno e l’energia prodotta è immagazzinata all’interno di una pila a combustibile o Fuel Cell.

Tuttavia, la tecnologia di tipo HICEV non è una soluzione sostenibile, poiché durante la combustione dell’idrogeno vengono liberate nell’aria grandi quantità di materiali di scarto come la nociva Co2. Invece con i sistemi FCEV è possibile produrre energia elettrica e alimentare i motori e gli altri sistemi di bordo del veicolo in maniera sostenibile ed ecologica. Le pile a combustibile sono infatti un’ottima soluzione ingegneristica, che evita l’immissione nell’ambiente delle sostanze di scarto generate normalmente dalla combustione.

Inoltre, le moderne tecnologie recentemente sviluppate permettono di ottenere un’ottima efficienza, sia in termini di consumi dell’auto a idrogeno che nei tempi di ricarica e nell’autonomia. In poche parole, le pile a combustibile producono energia elettrica a partire da una serie di trasformazioni elettrochimiche, reazioni che dividono le molecole di idrogeno in elettroni e protoni generando come scarto soltanto del vapore acqueo, un gas totalmente compatibile con l’ambiente e perfetto per la nuova mobilità green.

Vantaggi e svantaggi dei veicoli a idrogeno

Le moderne tecnologie hanno permesso lo sviluppo di auto con motore a idrogeno estremamente performanti, macchine ecologiche che offrono diversi vantaggi importanti. Ad esempio, le nuove auto a idrogeno hanno un tempo di ricarica di pochi minuti, del tutto simile a quello necessario per rifornire la vettura di benzina o diesel, decisamente inferiore al tempo impiegato dalle batterie delle auto elettriche per ricaricarsi.

Anche l’autonomia delle macchine a idrogeno è molto elevata, specialmente se paragonata a quella delle macchine elettriche, visto che possono arrivare a percorrere oltre 1.000 Km con un pieno di idrogeno mentre le auto elettriche in media si fermano a 600 Km.

Allo stesso tempo i veicoli a idrogeno hanno anche degli svantaggi. Esistono infatti due grandi problemi legati ai rifornimenti e allo stoccaggio dell’idrogeno. Purtroppo, l’infrastruttura odierna è completamente inadeguata per sostenere una massiccia diffusione delle auto a idrogeno, infatti per far partire questa tecnologia servirebbero ingenti investimenti pubblici e privati. In più l’immagazzinamento dell’idrogeno è una procedura complessa, che richiede una grande quantità di energia per la compressione oppure un serbatoio molto ampio, che va a scapito dello spazio e della comodità a bordo.

Infine, la produzione di idrogeno richiede elevate quantità di energia per realizzare il processo di elettrolisi dell’acqua, indispensabile per scindere l’idrogeno e l’ossigeno e trasformarli in gas. Fortunatamente, le moderne tecnologie e lo sviluppo delle fonti rinnovabili stanno rendendo sempre più sostenibile la produzione di idrogeno, di fatto abbassando l’energia necessaria per realizzare un Kg di idrogeno da 45 kWh di qualche anno fa agli attuali 18,5 kWh.

L’auto a idrogeno in Italia

In Italia la situazione non è sicuramente delle migliori, non tanto a causa della mancanza di modelli di macchine a idrogeno disponibili sul mercato, quanto per la scarsità delle stazioni di rifornimento. Purtroppo, chi oggi compra un veicolo a idrogeno avrà non pochi problemi a fare il pieno, perciò nonostante gli sforzi di alcune case automobilistiche la diffusione delle auto a idrogeno è ancora minima. Mancano i distributori, oltre ovviamente a una politica di lungo periodo che incentivi e sostenga gli investimenti necessari per la trasformazione dell’intera infrastruttura di rifornimento.

Tuttavia, qualcosa si è iniziato a muovere negli ultimi mesi, grazie al programma europeo di riduzione delle emissioni inquinanti. In particolare, l’Italia ha recepito la Direttiva Europea 94 del 22/10/2014 attraverso il Decreto 257 del 16/12/2016, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 13 gennaio del 2017. Il decreto normalizza l’impegno dell’Italia nello sviluppo della rete di distribuzione dell’idrogeno su tutto il territorio nazionale, innalzando il limite della pressione delle pompe di rifornimento da 350 a 700 bar, omologandosi ai nuovi modelli di auto a idrogeno presenti sul mercato.

L’obiettivo dichiarato è di raggiungere nel 2025 il numero di 5.000 nuovi punti di distribuzione, come indicato all’interno del Piano Nazionale per la Mobilità a Idrogeno redatto dal MH2IT, il Comitato di Indirizzo Strategico per la Mobilità a Idrogeno in Italia. Tale trasformazione della rete di rifornimento dovrà soddisfare la richiesta di idrogeno derivata da una stima di circa 27.000 vetture a idrogeno in circolazione nel 2025, con un aumento esponenziale che dovrebbe portare nel 2050 ad oltre 8 milioni di veicoli a idrogeno attivi nel nostro Paese.

Auto a idrogeno 2018: i modelli in commercio in Italia

Nonostante la maggior parte delle case automobilistiche stia sviluppando nuovi modelli di auto a idrogeno, alcune aziende sono già presenti sul mercato con veicoli di ultima generazione estremamente efficienti e sicuri. Ad esempio, la Toyota produce la Mirai, una macchina con tecnologia ibrida derivata direttamente dalla Prius. Si tratta di una berlina alimentata a idrogeno con un sofisticato sistema di pile a combustibile. L’auto vanta un tempo di ricarica di appena 3 minuti e un’autonomia di oltre 500 Km ed è equipaggiata con un motore da 154 cv.

Un’altra auto a idrogeno prossimamente disponibile sul mercato italiano sarà la Honda Clarity Fuel Cell, della quale al momento esistono solamente 10 esemplari circolanti in Europa e 500 nel mondo.

Anche la coreana Hyundai ha da poco lanciato sul mercato la sua versione della macchina a idrogeno, la Nexo, un SUV con un’autonomia di oltre 600 Km dotato dell’innovativo sistema di guida intelligente ADAS. La Hyundai Nexo sviluppa una potenza di 161 cv e genera una coppia di 291 Nm, inoltre è in grado di accelerare da 0 a 100 Km/h in 9,5 secondi.

Purtroppo, guidare un’auto a idrogeno in Italia è ancora piuttosto complesso, a causa della mancanza di distributori e del necessario adeguamento di alcune norme tecniche. Tuttavia, molti modelli di macchine a idrogeno sono già disponibili nella formula del noleggio. Probabilmente il cambiamento verso una mobilità sempre più sostenibile ed ecologica arriverà proprio dalle aziende di noleggio, sempre più impegnate a guidare questa storica trasformazione offrendo un’ampia scelta di auto elettriche, ibride e a idrogeno nelle formule di noleggio a lungo termine per privati e flotte aziendali.

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